CAPPUCCETTO ROSSO E IL LUPO

ARTICOLI E NOTIZIE SULL'INCESTO E LA PEDOFILIA E COME COMBATTERLI.

martedì 24 novembre 2009

QUANDO I GENITORI SONO MOSTRI

CENTRO DI SOLIDARIETA' CRISTIANA




QUANDO I GENITORI SONO MOSTRI

Riflessione di Rebecca Oren, esperta in problemi familiari e sociali

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LA STORIA DI ANNA SU MATTINO 5
19 Novembre 2009

Federica Panicucci intervista una ragazza che per anni ha subito orribili violenza a casa sua
da parte del padre, fratello e uomini estranei, con la complicità della madre.

Federica legge qualche rigo della lettera che Anna ha scritto a sua madre;
"Una madre non entra in una stanza dove c'è la figlia chinata sul padre e dice fate piano
perché devo dormire, una madre non se ne va, una madre salva sua figlia.
Tu non sei una madre, non so cosa sei, ma sono sicura che non sei una madre"

Ecco che Anna inizia a raccontare; su padre ha cominciato a picchiarla e violentarla
quando lei frequentava l'asilo, non ricorda bene se aveva 3, 4, 5 anni.
Quando era piccola gli abusi avvenivano una volta la mese, poi col passare degli anni,
sono diventati giornalieri, non solo iniziando da quando frequentava le elementari fino
alle superiori, tornando da scuola, trovava un uomo nella sua stanza,
con il quale si concedeva dopo che la madre chiudeva la porta.
I genitori contattavano questi uomini estrani con cui la figlia andava.
La madre sapeva, vedeva, sentiva e faceva finta di nulla.
Un giorno Anna aveva 8 anni ed aveva dei lividi, la madre gli dice di coprirsi,
perché se la vede la maestra, lei e suo padre vanno in carcere, mentre lei e il fratello vanno
a finire in un orfanotrofio, ma mentre suo fratello si salverà, qualcuno lo prenderà,
lei non si salverà, nessuno può volerla.
Ogni volta che la madre vedeva Anna violentata dal padre, era come offesa, tanto
che Anna doveva chiederle scusa e cercare di fare qualcosa per avere un suo saluto.
Quindi sua madre ha pure questo aspetto silenzioso ed offeso.

Suo fratello sapeva degli abusi, e credeva fossero cose normali, ecco che una volta
è costretto anche lui ad abusare della sorella, perché glielo chiede il padre,
poi però non accade più.


Anna subira queste violenze, fino al giorno in cui scapperà di casa, dopo aver trovato
delle persone che hanno capito il suo problema.
Anna è salva, sta bene, però è stata per 4 anni dallo psicologo, che l'ha aiutata a
rimuovere i sensi di colpa.

Anna dice che dall'inizio gli abusi da parte del padre gli sembravano cose anormali,
specialmente quando alle elementari, sentiva le altre bambine raccontare quello
che facevano con i genitori, come che il fine settimana andavano al mare.
Comunque Anna credeva che gli abusi che subiva erano cose che si fanno normalmentein famiglia.
Anna non poteva ribbellarsi e nemmeno piangere, il padre la picchiava,
e avrebbe peggiorato le cose, quindi Anna accettava tutto questo in silenzio.

Questa è la storia , per molti spetti è incredibile, un esempio; i bambini piccoli se vogliono
un giocattolo o un dolcetto, piangono, e se i genitori li picchiano, piangono più forte.
Non è normale che una bambina di 3 anni abbia rapporti sessuali con il padre che
la picchia per violentarla, e poi vive e cresce normalmente, mangia, va a scuola cresce.
Ci sono bambini che in situazioni famigliari dolorose, lutti, miseria, ed altro, non mangiano,
non studiano e non giocano, sono traumatizzati.
Come è possibile che Anna ha sopportato che il padre la picchi, la violenti la minacci,
come è possibile che Anna si faccia stuprare dal fratello, e poi da estranei ?
Come gestiva Anna la sua intimità, a 3 anni come si può capire di pulizia intima?
Quindi la piccina aveva le sue parti intime sporche e maleodoranti, non sappiamo
se la madre la lavava, povera bambina ha rischiato malattie ed infezioni.
Anna si è trovata in competizione con la madre, tradiva sua madre, andava a letto con
il marito di suo madre, Anna era l'amante di suo padre, sempre costretta ad esserlo.
Tutto questo non è normale, Anna è una bambina particolare, eppure chiede scusa
alla madre se la vede insieme al padre ad avere rapporti sessuali, questo chiedere
scusa, dimostra che Anna si sente colpevole, infatti per rimuovere questi sensi di colpa
Anna deve ricorrere allo psicologo.
Anna ha subito un forte trauma, e quindi aveva le idee confuse che le impedivano di reagire,
scappare di casa, parlare con le amiche o altri parenti.
I genitori di Anna sono dei mostri. Speriamo che la legge con loro sia severa perché
quello che hanno fatto non lo fanno nemmeno gli animali, i quali in genere si prendono
cura amorevole verso la loro prole.
L'uomo certe volte è un mostro, l'animale più crudele è pericoloso.

I questi anni stanno venendo allo scoperto molte storie di bambine anche in tenera età
violentate dal padre, sia in Italia che all'estero.
Ci sono molte organizzazioni anti-pedofilia, ma questo problema si risolve solo se in ogni
famiglia regna la religione cristiana, solo il cristianesimo con i suoi principi ed insegnamenti
può salvare i bambini e le famiflie dalla pedofilia e dall'incesto.
Infatti incesto e pedofilia predominano specie in quelle famiglie senza religione,
dove c'è ignoranza, alcolismo,droga e malattie mentali.

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Un abuso familiare
19/11/2009
La drammatica testimonianza di una ragazza che per anni
ha subito violenze sessuali dal padre.


http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=mattino_5&data=2009/11/19&id=12888&from=link

http://groups.google.com/group/centro-di-solidarieta-cristiana?hl=it

mercoledì 18 novembre 2009

Missouri: un padre e i suoi 4 figli arrestati per stupri in famiglia

gli arresti effettuati grazie alla testimonianza di una delle vittime
Missouri: un padre e i suoi 4 figli
arrestati per stupri in famiglia
Ma le autorità stanno scavando nel terreno della loro fattoria in cerca di corpi: sospettano anche degli omicidi
NEW YORK (USA) - Orrore negl Stati Uniti. Un padre e i suoi quattro figli sono stati accusati nel Missouri per i ripetuti stupri sui loro sei nipoti e figli. Gli accusati sono Burrell Edward Mohler sr di 77 anni e i suoi figli David A. Mohler, 52 anni, Burrell Edward Mohler jr, 51 anni, padre di sei bambini, Jared Leroy Mohler, 48 anni, e Roland Neil Mohler, 47 anni. La polizia sta setacciando il terreno della loro fattoria alla ricerca di corpi che potrebbero esservi sepolti. Le autorità però non hanno voluto dire se i corpi che cercano sono di adulti o di bambini.

SI CERCANO I CORPI - Lo sceriffo del posto, Kerrick Alumbaugh, si è limitato a dire nel corso di una conferenza stampa che ci sono «indicazioni sulla presenza di uno o più corpi in differenti posti». Le autorità tentano anche di capire da note scritte dai bambini il tipo di violenze sessuali di cui sono stati vittime. «Quando le vittime erano più giovani, scrivevano ciò che era successo e lo nascondevano in vasi che poi seppellivano nella proprietà sperando di dimenticare» ha detto Bill Lowe, portavoce della polizia del Missouri. Il calvario subito dai bambini è stato rivelato in agosto, quando una giovane di 26 anni è andata alla polizia per raccontare delle violenze sessuali commesse da suo padre, dai suoi zii e da suo nonno. Le sue quattro sorelle e suo fratello collaborano con la polizia e altri tipi di incriminazioni dovrebbero seguire a breve, ha detto Lowe. La donna ha descritto nove episodi di violenze sessuali che secondo il suo ricordo sono cominciate quando lei aveva cinque anni e sono finite quando lei è rimasta incinta e ha dovuto subire un aborto all’età di undici anni.

TERRIBILI VIOLENZE - Le violenze erano accompagnate da cerimonie elaborate di «matrimonio» nel corso delle quali le bambine dovevano raccogliere fiori per adornare la loro acconciatura e indossare vestiti speciali. Dopo una di queste cerimonie, la giovane ha riferito di essere stata «sposata» a uno dei suoi zii e di essere stata condotta fino a un pollaio. La donna si ricorda che suo nonno ha allora messo una coperta sulla porta a vetri e ha detto «divertitevi bene». La ragazzina inoltre è stata obbligata a avere rapporti sessuali con un cane e a guardare suo fratello farsi violentare. Lowe si è rifiutato di precisare se altri membri della famiglia fossero al corrente delle violenze o fossero presenti quando sono avvenute. «Non so quale fosse il loro ruolo. Questo entra nel quadro dell’inchiesta in corso» ha detto il portavoce della polizia. Le violenze sono avvenute tra il 1988 e il 1995 nella fattoria situata a Bates City, nel Missouri. La nonna della famiglia è morta nel dicembre 1991, ha riferito il giornale Kansas City Star, citando il necrologio pubblicato sul giornale. Lo sceriffo Alumbaugh si è detto convinto che ci siano «altre vittime», affermando che «i pedofili non si fermano dopo un solo caso: continuano». I cinque uomini sono stati formalmente incriminati martedì di diversi capi d’accusa tutti relativi alle violenze sui bambini e restano in prigione, dopo che il giudice ha fissato cauzioni per tutti per cifre comprese tra 30mila e 75mila dollari.



http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_13/missouri-stupri-famiglia_e5295b0a-d067-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml

sabato 17 ottobre 2009

Orrore a Varese, violenta la figlia per 24 anni

Le violenze sono continuate anche dopo il matrimonio e la maternità della giovane
Orrore a Varese, violenta la figlia per 24 anni e si giustifica: ''Lei ci stava". Abusi anche sulla nipotina

ultimo aggiornamento: 16 ottobre, ore 18:11
Milano - (Adnkronos) - L'uomo, un operaio di 60 anni, è finito dietro le sbarre. Tutto è venuto alla luce ad agosto quando la piccola ha chiesto alla madre se dalle analisi del sangue era possibile sapere se una donna era incinta.

Milano, 16 ott. (Adnkronos) - Ha abusato della figlia per ventiquattro anni. Poi ha cominciato a farlo con la nipotina, una bimba che non aveva ancora compiuto i nove anni. E avrebbe continuato a rovinare la vita di quella che era la sua famiglia se la piccola non avesse fatto capire quello che le stava succedendo alla mamma la quale, da vittima di 'lunga data', ha capito subito che l'orrore che aveva provato e che ancora provava lei stava ricadendo anche sulle spalle di sua figlia. Così una verità tanto terribile è emersa in tutta la sua crudezza e per l'uomo si sono aperte le porte del carcere.


Lui è un uomo di 60 anni, transfrontaliere operaio in una ditta in Svizzera, incensurato, sposato e con due figli, un ragazzo che a un certo punto ha intuito la tragedia che si consumava in famiglia e una figlia resa vittima della sua follia sessuale. Gli agenti della Squadra Mobile di Varese dopo una lunga attività investigativa lo hanno arrestato per abusi sessuali nei confronti della figlia, appunto, e della nipotina.

Tutto è venuto alla luce ad agosto quando la piccola ha chiesto alla madre se dalle analisi del sangue era possibile sapere se una donna era incinta. Una domanda anomala per una bimba di neanche dieci anni. Troppo insolita per non far insospettire la madre che con insistenza e pazienza è riuscita a farsi dire dalla bambina quello che le era successo. Così la piccola ha raccontato di come il nonno, un anno e mezzo prima, avesse compiuto atti sessuali con lei. Si trovavano da soli, nel garage di casa. E, dopo, lui l'ha minacciata dicendole che se avesse detto qualcosa a sua madre non le avrebbe più voluto bene.

Il giorno dopo, la madre, insieme al marito e al fratello, ha affrontato il padre: inizialmente lui ha negato tutto ma poi, incalzato dal racconto e dalle domande, ha confessato di aver abusato della nipote. Così i genitori lo hanno denunciato, anche se il nonno aveva già deciso di presentarsi spontaneamente in Questura per raccontare nei dettagli quello che aveva fatto alla piccola all'interno del garage. Le indagini venivano affidate al sostituto procuratore Politi. Ma quello che già di per sé sembrava un dramma non era ancora finito.

Interrogata, alla presenza dei genitori, dagli agenti della Squadra Mobile la bimba ha raccontato un secondo episodio di abusi avvenuti, in questo caso, in casa del nonno. Ed è a questo punto che lo zio della piccola, ascoltato per ricostruire la sera in cui sono avvenuti gli abusi da parte del padre, ha raccontato tutti i suoi sospetti, sul padre e la sorella. E così è emersa la storia tragica della madre della bimba, oggi una giovane donna poco più che trentenne, che dall'età di sei anni ha dovuto subire gli abusi del padre, due, tre volte al mese, per ventiquattro anni.

Anche lei, all'inizio, era stata minacciata: se lo racconti dirò alla mamma che è stata colpa tua, che sei tu a provocarmi. E lei, a furia di sentirselo ripetere, ci deve aver creduto e per tutta una vita ha taciuto quello che il padre le faceva subire anche una volta sposata, anche dopo essere diventata mamma. Lei alla fine sembrava aver accettato quell'orrore ma si era fatta giurare dal padre che mai avrebbe toccato la sua bambina. Altrimenti avrebbe parlato.

Così, scoperto cosa quell'uomo aveva fatto anche a sua figlia, ha deciso di raccontare tutto quello che aveva dovuto passare, e ha riempito pagine e pagine di verbale raccontando decenni di abusi nascosti alla madre che ha scoperto di aver avuto al fianco un mostro solo ora. Sulla base degli elementi raccolti, il pm ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto che è stato eseguito l'altro giorno.

E ieri il gip Fazio ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo, intanto, ha confessato tutto anche se a modo suo, fino all'ultimo, e davanti agli inquirenti si è giustificato dicendo, che tutto sommato "mia figlia ci stava".

''Per uomini simili è possibile soltanto auspicare cure obbligatorie e carcere a vita'' dice il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia.

Per Marziale ''la pedofilia non è solo quella emergente da Internet, ma buona parte continua a consumarsi entro le mura domestiche ed è quella più difficile da fronteggiare, complice l'assoggettamento psichico delle vittime nei confronti degli abusanti. Ci troviamo al cospetto di un crimine contro l'umanità, che non può più limitarsi al mero biasimo''.


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Orrore-a-Varese-violenta-la-figlia-per-24-anni-e-si-giustifica-Lei-ci-stava-Abusi-anche-sulla-nipotina_3884515516.html


Abusa per 20 anni della figlia
Varese, poi passa alla nipote:preso
Un sessantenne ha abusato della figlia per 20 anni, anche dopo che questa si era sposata, poi ha iniziato a farlo con la nipotina di 8 anni. Quando la bambina ha fatto capire alla mamma che anche lei era vittima delle attenzioni del nonno, la donna l'ha denunciato. Gli agenti della Squadra Mobile di Varese hanno così arrestato il lavoratore frontaliero per abusi sessuali nei confronti delle due congiunte.


"Mamma dalle analisi del sangue si scopre se sono incinta?". E' bastata questa domanda della bambina per far venire a galla una storia allucinante. L'ennesimo e triste caso di pedofilia e violenza in famiglia. Tutto inizia quando la piccola comincia ad accusare disturbi alimentari. La mamma la porta a fare dei controlli, ma la bimba le chiede se c'è il rischio che sia incinta. La donna capisce tutto. E' una storia che conosce bene. Prima di riporre le sue attenzioni sulla bambina, infatti, il padre 60enne aveva già abusato per vent'anni proprio di lei. Questa volta però decide di affrontare il padre, di chiedere spiegazioni e, insieme ai fratelli, di mettere l'uomo alle strette.

Il nonno, messo di fronte alle sue responsabilità, ammette di aver palpeggiato la nipote in garage. La mamma della piccola avvisa la polizia. Il 60enne rende spontanee dichiarazioni che confermato gli abusi e se ne va di casa, tornando dalla madre, in Svizzera. Intanto emerge anche un secondo episodio, avvenuto nel 2007, nella camera da letto dell'uomo, dove si sarebbe anche masturbato davanti alla bambina.

Ma non è tutto qui. Sentendo i familiari, la polizia arriva a un altro pezzo di verità. Lo zio racconta che da piccolo intuì che il padre violentava la sorella. La polizia indaga, e scopre che è tutto vero. Fin dall’età di otto anni, l’operaio aveva abusato della figlia, e i rapporti, forse in uno stato di soggezione psicologica, erano continuati fino a poco tempo fa, anche dopo il matrimonio. Al fratello i primi sospetti gli sarebbero venuti dal fatto che sempre più spesso il padre dormiva con la sorella: "Un giorno mi nascosi sotto il letto di papà e ho scoperto tutto". Così anche la donna si libera di quel pesante "fardello" che si trascina da 20 anni: abusi che sarebbero proseguiti anche dopo il suo matrimonio. Con rapporti, talvolta, completi. Mediamente tre volte alla settimana.

Intimidita e minacciata dal padre, la donna per vent'anni aveva taciuto. "Dico tutto alla mamma, che mi istighi, che mi provochi", le diceva il padre. E così subiva in sielnzio. Un silenzio che, una volta adulta, la donna aveva scambiato con la promessa che il padre non toccasse la nipotina. Una prmessa che però non ha mantenuto. "Non ho fatto nulla di male. Loro ci stavano. Erano contente", ha dichiarato l'uomo subito dopo essere stato arrestato.


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo463259.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

venerdì 16 ottobre 2009

MAESTRA INGLESE PEDOFILA

Maestra Inglese Confessa: "Ho Abusato Sessualmente Di 100 Bambini In 17 Anni"
Gio 8 Ott - 17.32







Londra, 8 ott. (Ign) - Gli abusi sistematici nei confronti dei piccoli alunni (tra i 4 e i 7 anni) sono cominciati nel 1992. E durati fino ad oggi. E' quanto ha confessato alla polizia la maestra Carole Clarke, quarantaseienne di Grimsby, nel Lincolnshire. Un caso di pedofilia seriale, riferisce la stampa inglese, finito nella aule giudiziarie. Le violenze ai danni dei bambini avvenivano nei bagni e nelle docce della scuola. La donna, arrestata solo nel gennaio scorso e ora sotto processo, ha raccontato ai giudici di aver abusato di almeno 100 ragazzini ma il numero è stato ridimensionato. Secondo il pubblico ministero Gordon Stables, intervistato dal 'Daily Mirror, si tratta di "un numero ridotto di bambini che hanno subito violenze almeno 100 volte".

La vicenda, iniziata diciasette anni fa, è arrivata alle autorità giudiziarie su segnalazione della terapeuta alla quale Carole Clarke si era rivolta per essere aiutata. Il 14 dicembre prossimo la Grimsby Crown Court si pronuncerà sull'ex insegnante, che tra l'altro ha ammesso anche altre aggressioni sessuali: due prima del giugno 1992 e tre nel periodo intorno ad agosto 2008, di cui una si è consumata nel bagno pubblico del Grimsby’s Market Hall, altre due in quello della Woodhall Spa.

Dall’ottobre del 2003 all’aprile del 2007, la Clarke ha insegnato, part-time, inglese agli stranieri al Franklin College di Grimsby. Ma qui, come ha testimoniato il preside della scuola, non ha mai avuto studenti al di sotto dei 19 anni.



http://it.notizie.yahoo.com/7/20091008/tts-maestra-inglese-confessa-ho-abusato-c8abaed.html

lunedì 12 ottobre 2009

«Mio padre mi ha drogata e stuprata»

USA, la rivelazione allo show di oprah winfrey
«Mio padre mi ha drogata e stuprata»
Il racconto nel libro «High Arrival» di Mackenzie Phillips, attrice e figlia del musicista John, dei «Mamas & Papas»
LOS ANGELES - «Quando avevo 11 anni mio padre mi fece provare la cocaina. A 17 -18 mi stuprò ». Con questa confessione-choc resa durante la trasmissione televisiva «The Oprah Winfrey Show», Mackenzie Phillips, attrice e personaggio televisivo americano, figlia di John Phillips, membro della storica band anni '60 «The Mamas & The Papas», ha lasciato l'intera America senza fiato: Mackenzie, che oggi ha 49 anni e che nella sua carriera ha interpretato celebri film come American Graffiti e sitcom come One Day at A Time, è stata ospite al celebre talk show per presentare High on Arrival, autobiografia che promette di essere davvero esplosiva.

RELAZIONE LUNGA 10 ANNI - Secondo quanto ha dichiarato la quarantanovenne suo padre la violentò anche la notte prima al suo matrimonio con Jeff Sessler, membro dell'entourage dei Rolling Stones. «Alla vigilia del mio matrimonio, mio padre si presentò, deciso a fermarlo», ha ricordato l'attrice in un passaggio. «Quella notte presi una tonnellata di pasticche, cosa che fece anche mio padre. Alla fine sono svenuta nel suo letto». L'attrice racconta nel libro: «Mio padre non era un uomo con dei limiti», scrive la Phillips. «Era pieno d'amore ed era dipendente dalle droga». Il matrimonio con Sessler sarebbe durato appena due anni e poi Mackenzie avrebbe avuto una vera e propria relazione col padre che durò circa 10 anni. «Fu come vivere la sindrome di Stoccolma, quando ti innamori del tuo rapitore. Provavo un grande amore per mio padre». La quarantanovenne ha raccontato che la relazione incestuosa terminò quando scoprì di essere incinta. Allora decise di abortire e non si fece più toccare da suo padre.

LA DROGA - La Phillips ha anche spiegato, durante il talk show condotto da Oprah Winfrey, la prima volta che suo padre le fece provare cocaina: «Mi ricordo che stavo in camera mia, ero accovacciata sul pavimento. Mio padre mi mise l'ago nel braccio e cominciò a iniettare la droga. A un certo punto perse la vena e il mio braccio divenne insensibile». Durante la loro lunga relazione sia l'attrice sia il padre erano completamenti succubi della droga: «Un giorno mi disse: "Potremmo scappare via in un paese dove nessuno ci potrà giudicare. Ci sono posti dove l'incesto è accettato. Forse le isole Fiji". Era completamente fuori di testa».

PERDONO - John Phillips, che negli anni sessanta aveva ottenuto un grande successo con il suo gruppo grazie a canzoni come «California Dreamin'» e «Monday, Monday», morì nel 2001 per un attacco cardiaco. Mackenzie lo ha perdonato sul letto di morte perché alla fine era «un uomo completamente distrutto». La donna, che nel corso della sua vita si è sposata tre volte, ha continuato ad avere problemi di droga fino all'anno scorso quando fu arrestata all'aeroporto di Los Angeles per possesso di cocaina. La sorella dell'attrice, Chynna, ha detto di credere alla confessione di Mackenzie: «Non so se è vero che l'abbia violentata, ma credo che abbiano realmente avuto una relazione per 10 anni». Di diverso avviso Genevieve Waite, moglie del padre al tempo della relazione incestuosa: «Poteva essere drogato o ubriaco, ma non avrebbe mai avuto una relazione con sua figlia»

Francesco Tortora

http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_24/philips-stupro-tortora_ddf1eb0e-a920-11de-aaa2-00144f02aabc.shtml

Artista dipinge la figlia nuda: "incesto spirituale" per i cinesi

Artista dipinge la figlia nuda: "incesto spirituale" per i cinesi

5 - 02 - 2009
Scritto da Asylum Italia

L'artista Li Zhuangping ha acceso una animata discussione in Cina facendo una serie di ritratti della figlia ventitreenne Li Qin nuda e generalmente in compagnia di un leone, una tigre o altri felini.

Parte del trambusto nasce dal fatto che in Cina la gente non è molto aperta quando si parla di sesso e nudità. Infatti alcuni commentatori cinesi hanno giudicato i dipinti un "incesto spirituale". Insomma, anche il più aperto di mente probabilmente ci penserebbe due volte prima di dipingere la figlia nuda.

Date un occhio ad alcune delle immagini di Zhuangping intitolate "Oriental Goddess Mountain Spirit Series", mentre discutiamo se questa è arte intellettualoide o semplicemente kitsch.




Li Qin ha sottolineato che lei fa solamente la modella per il padre, ma questo caso suscita in noi alcune domande e considerazioni.

- Pensereste in modo diverso alla leggendaria Venere di Milo se scopriste che il misterioso scultore altri non era che il padre di Afrodite?




- Siamo tutti sostenitori del nudo artistico, ma in questi dipinti Zhuagping ha chiaramente valorizzato il seno della figlia facendone non tanto una celebrazione di quanto Dio ha creato, quanto piuttosto qualcosa di simile a un soft porno per zoologi confusi.

- Li Qin aveva 23 anni quando queste immagini sono state dipinte, ma ha cominciato a fare la modella per il padre che ne aveva soli 17. Se c'è una cosa che le Olimpiadi di Pechino ci hanno insegnato avrà avuto al massimo 14 anni la prima volta che posato nuda!



http://www.asylumitalia.it/2009/02/05/artista-dipinge-la-figlia-nuda-incesto-spirituale-per-i-cines/

Stupra la figlia per 30 anni:arrestato un 60enne australiano

Stupra la figlia per 30 anni:
arrestato un 60enne australiano

Proprio come l'austriaco Josef Fritzl: un uomo in Australia ha abusato della figlia e dalle violenze sono nati quattro figli. Ora dovrà rispondere di circa 80 capi d'imputazione, fra cui stupri e minacce

E' un caso simile a quello dell'austriaco Josef Fritzl, che tenne rinchiusa la figlia per 24 anni avendo con lei sette figli: un uomo è stato arrestato in Australia e incriminato di una serie di reati di sesso e di incesto commessi con la figlia in un arco di 30 anni. L'uomo, oltre 60 anni, dovrà comparire in tribunale in novembre, per rispondere di circa 80 capi d'imputazione, fra cui stupri e minacce di morte. I test del dna avrebbero stabilito che l'uomo è il padre dei quattro figli della donna, uno dei quali morto poco dopo il parto, tutti nati in ospedale ma senza il nome del padre sui certificati di nascita. La notizia è stata rivelata in esclusiva dal quotidiano di Melbourne Herald Sun, secondo cui l'uomo aveva iniziato a stuprare la figlia quando aveva ancora 11 anni, minacciandola di violenze contro la madre. E' stato arrestato in febbraio, dopo che la figlia aveva raccontato tutto a un poliziotto, ma un tribunale aveva emesso un ordine di soppressione. Il ministro dei servizi alla comunità, Lisa Neville, ha ordinato un rapporto urgente sul caso: "Non so quale coinvolgimento abbiano avuto la polizia, il mio dipartimento o altre agenzie, negli ultimi 30 anni", ha ammesso.

Giovedì 17 settembre 2009 04.09



http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/145225