Sfruttamento sessuale dei bambini nel turismo a scopo di lucro
La Repubblica Ceca è diventata negli ultimi anni una delle mete principali dei criminali pedofili e possiede già a questo proposito una triste fama. In seguito agli sforzi compiuti negli ultimi anni, la situazione nelle regioni di confine non è più così sconvolgente come era negli anni ’90. Tuttavia, spesso il problema si è solo spostato.
Nella Repubblica Ceca, al confine con la Germania si osserva dal 1997 un grave aumento dello sfruttamento sessuale dei bambini anche per produrre pornografia infantile. Mentre i colpevoli vengono in gran parte dalla Germania, le ragazze ed i ragazzi coinvolti provengono da famiglie socialmente svantaggiate e sono membri della popolazione Rom. Vittime della prostituzione forzata sono addirittura i bambini piccoli, a volte anche di appena un anno d’età.
Spesso i ruffiani dei bambini sono membri della famiglia e l'abuso avviene all'interno della famiglia stessa. Secondo alcune stime, 20.000 donne e bambini lavorano nella prostituzione coatta.
Poiché i turisti tedeschi sono disposti a pagare il doppio per rapporti sessuali non protetti, le gravidanze non sono un caso raro nemmeno fra le ragazzine molto giovani. Durante la gravidanza, generalmente devono continuare l’attività di prostituzione.
Un’indagine dell’UNICEF fornisce anche chiare indicazioni circa il traffico organizzato di bambini attraverso la Repubblica Ceca come paese di transito. Bambini provenienti da tutta la Repubblica Ceca, da Slovacchia, Ucraina, Lituania e Bielorussia sarebbero trasportati nella regione di confine ceco-tedesca e da lì venduti anche in Germania per essere immessi nel mercato della prostituzione coatta.
Legislazione
La Repubblica Ceca ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino nel 1993. Qualsiasi contatto sessuale di adulti con bambini d'età inferiore ai 15 anni è vietato per legge, la polizia ceca ha rafforzato i controlli e ha imposto dei coprifuoco. In un progetto comune del governo tedesco e degli stati di Baviera e Sassonia con ONG locali si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica ed i turisti riguardo a questi temi e di scoraggiare potenziali autori di reato. Inoltre, la collaborazione tra le forze di polizia della Germania e della Repubblica Ceca è sempre più armonizzato.
HIV / AIDS
Secondo UNAIDS, circa 2.500 persone sono infette da HIV nella Repubblica Ceca, 500 persone in più rispetto a due anni fa. Il governo ha compiuto alcuni progressi nei programmi volti ad arginare il contagio fra i tossicodipendenti. Tuttavia, l'epidemia avanza, soprattutto fra le persone che si prostituiscono, e fra essi i bambini.
http://www.pleasedisturb.com/index.php?id=518&type=6&type=6
ARTICOLI E NOTIZIE SULL'INCESTO E LA PEDOFILIA E COME COMBATTERLI.
domenica 2 marzo 2008
venerdì 29 febbraio 2008
I NUOVI PEDOFILI SONO GIOVANI SVEDESI E NORVEGESI
“I nuovi pedofili sono giovani nord-europei di 18 anni”
Inserito il 15 febbraio 2008 alle 23:33:00 da GiuseppeAnaclerio. IT
- ATTUALITA' CATTOLICA
FONTE DELLA NOTIZIA : Asianews
13/02/2008 13:43
P. Adriano Pelosin, PIME, da 27 anni in Thailandia, racconta il lavoro di ricupero per i bambini che cercano di uscire dal giro della prostituzione e pedofilia. È necessario rafforzare l’unità delle famiglie thai, che spesso vendono i figli a queste esperienze umilianti. Ma è importante anche che la famiglia in Europa risalga dalla profonda crisi morale in cui è caduta.
Bangkok (AsiaNews) – Gli scandali dei pedofili che ogni tanto emergono sui giornali occidentali non danno la misura di quanto questo traffico sia diffuso. Secondo le stesse vittime – ragazzini anche di 10-12 anni – il mercato della pedofilia si sta allargando a macchia d’olio. I nuovi protagonisti sono “giovani nord-europei di 18-20 anni”, soprattutto “svedesi” che giungono in Thailandia e cercano rapporti con minorenni maschi, ma si offrono anche per prostituirsi con maschi adulti e con donne thai”. “Come mai l’Europa è scesa così in basso?”. Chi si pone questa domanda è p. Adriano Pelosin, PIME, da 27 anni nel Paese. Da alcuni anni lavora alla periferia di Bangkok con ragazzi e ragazze orfani o abbandonati. La sua casa si trova a circa 25 km dal centro della capitale, nella città satellite di Nothambury, nel distretto di Pak Kret. Alla sua opera di accoglienza egli ha aggiunto un impegno di prevenzione contro la prostituzione e un aiuto ai bambini che hanno subito questi traumi
“La sfida – dice p. Adriano - è aiutare questi ragazzi a recuperare un senso della propria dignità, al di là del corpo usato e abusato, che può essere sorgente di denaro”.
Curare con l’amore il deterioramento dell’identità (il corpo come oggetto da vendere) è importante, ma non basta. Per p. Pelosin è importante che il problema sia affrontato anche in Europa, ricostruendo le famiglie del vecchio continente, giunto a una crisi morale paragonabile a quella “del tardo impero romano”.
Ecco quanto p. Adriano Pelosin ha detto ad AsiaNews:
Nella nostra associazione noi accogliamo 110 bambini; 105 sono in 6 case famiglia; alcuni di loro, invece, siccome sono proprio piccoli, appena nati, sono affidati alle cure di alcune donne anziane.
Tutti provengono da famiglie disgregate. Alcuni sono nati da genitori drogati; altri da ragazze madri troppo giovani (14-15 anni); altri son figli di ammalati di Aids, o i cui genitori sono morti di questa malattia; altri hanno i loro genitori in prigione per droga, e sono abbandonati a se stessi.
Noi li raduniamo in case-famiglia, ricostruiamo attorno a loro un nucleo di amore e di legami.
Abbiamo anche diversi bambini strappati al giro della prostituzione. Alcuni venuti da noi ci hanno raccontato di avere già fatto esperienze di prostituzione a 10-12 anni. Alcuni di loro erano già stati a Pattaya, il mega-centro della prostituzione in Thailandia. Le cose che raccontano sono tristi: bambini piccoli, soprattutto maschietti, che si vendevano a turisti italiani, tedeschi e soprattutto svedesi. Adesso vi è una vera e propria invasione di svedesi e norvegesi maschi che vengono qui a trovare il partner bambino per farci sesso. E li pagano moltissimo.
Accogliendoli, li aiutiamo a non cadere più in questa trappola. Purtroppo, davanti ai soldi che ricevono come offerta per questo tipo di lavoro e con tale facilità, i thailandesi non capiscono più nulla, sono debolissimi. Le famiglie disgregate da cui provengono sono un altro handicap. Qualcuno di loro viveva con i nonni o gli zii, i quali li maltrattavano, li trattavano come figli di seconda serie. La prostituzione diventa una via di fuga da questa situazione di disagio.
La nostra lotta è un lavoro di aiuto ai bambini, un impegno di prevenzione istruendo le famiglie delle baraccopoli perchè bambini e adulti non permettano che queste cose avvengano.
Chi passa attraverso queste esperienze di prostituzione e pedofilia, rimane segnato. Avendo guadagnato tanto, i bambini hanno l’impressione che il loro valore come persona stia tutto là. Arrivano fino a stimare questa strada della prostituzione perché ragionano: Io valgo perché mi posso vendere; su questa strada posso procurarmi tanti soldi ed avere un futuro. E purtroppo rimane questo deterioramento dell’identità: si guarda a se stessi come un oggetto, una materia utile solo per esser venduta.
E quelli che hanno fatto già questa esperienza, diventa difficile distoglierli. Ho avuto possibilità di aiutare una ragazza. Era stata veduta alla prostituzione dai suoi stessi parenti. Dopo alcuni anni è stata presa dalla polizia ed essendo minorenne è stata portata in una casa di ricupero. Ma lei, ancora adesso, che è sposata e con figli, si vede utile solo in questa maniera. Anche nel rapporto col marito, lei pensa di essere utile solo per le sue prestazioni sessuali.
Otre all’accoglienza, abbiamo incontri di formazione per coscientizzare i ragazzi che hanno subito questi traumi. La sfida è aiutare questi ragazzi a recuperare un senso della propria dignità, al di là del corpo usato e abusato, che può essere sorgente di denaro. Devo dire che c’è una buona risposta. I ragazzi che ricevono la nostra formazione, sono più stabili e nella maggior parte dei casi non ricadono nella prostituzione, cominciano ad andare a scuola, a cercare un lavoro normale.
Altri che non hanno alcuna formazione, rimangono senza speranza e si gettano via.
Il male però è soprattutto in questi europei che vengono qui alla ricerca di piacere e di rapporti con questi piccoli. Come si può fare perché in Europa ci sia una coscientizzazione e la gente non venga qui ad abusare delle persone per le loro carenze e squilibri? Non possono trovarsi una moglie, una compagnia in Europa, invece di venire qui a comprare questi ragazzi? Certo qui trovano un terreno facile, data la disgregazione delle famiglie e la povertà. Ma perché l’Europa è scesa così in basso? Forse perché anche lì le famiglie sono ormai inesistenti?
È importante che i mass media non si riducano solo a denunciare e a sbattere il mostro in prima pagina: dovete mettere in luce anche il dolore e i problemi gravi che si provoca nei bambini usati per questo scopo vile, come degli stracci, come degli oggetti da utilizzare e gettare via.
Per noi è impossibile difenderli tutti, dovete fare qualcosa anche in Europa e nel mondo.
Oltre a noi, ci sono anche altre comunità religiose, cristiane e buddiste, che accolgono bambini. Il governo provvede solo a delle case di ricupero che però spesso sono più simili a prigioni.
I ragazzi sono portati lì dai maestri delle scuole. Il lavoro più importante è quello di prevenire, aiutando i bambini – spesso senza famiglie - ad essere coscienti
Gli abusi sui bambini sembrano essere un fenomeno endemico. Giorni fa è venuta da noi una ragazza: è stata messa incinta dal padre, che voleva farla abortire e lei è fuggita perché vuole questo bambino. Ora è in ospedale per partorire al settimo mese.
Qui in Thailandia c’è una situazione sociale permissiva e debole. Ma gli occidentali ne approfittano.
Da quello che ci dicono i nostri ragazzi, la prostituzione e la pedofilia sono in aumento. Fa specie soprattutto questa vera e propria invasione dei giovani nord-europei di 18-20 anni, che stanno allargando il mercato della pedofilia. Vi sono giovani svedesi che vengono qui e cercano rapporti con minorenni maschi, ma si offrono anche per prostituirsi con maschi adulti e con donne thai: un’allarmante situazione, che ricorda la crisi morale del tardo impero romano, come l’ha descritta sant’Agostino.
Anche qui ci sono bambini e bambine rapiti, ingaggiati poi negli show ai ristoranti per danzare, fare compagnia, spogliarsi e tutto il resto.
Tratto da http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11515&size=A
Inserito il 15 febbraio 2008 alle 23:33:00 da GiuseppeAnaclerio. IT
- ATTUALITA' CATTOLICA
FONTE DELLA NOTIZIA : Asianews
13/02/2008 13:43
P. Adriano Pelosin, PIME, da 27 anni in Thailandia, racconta il lavoro di ricupero per i bambini che cercano di uscire dal giro della prostituzione e pedofilia. È necessario rafforzare l’unità delle famiglie thai, che spesso vendono i figli a queste esperienze umilianti. Ma è importante anche che la famiglia in Europa risalga dalla profonda crisi morale in cui è caduta.
Bangkok (AsiaNews) – Gli scandali dei pedofili che ogni tanto emergono sui giornali occidentali non danno la misura di quanto questo traffico sia diffuso. Secondo le stesse vittime – ragazzini anche di 10-12 anni – il mercato della pedofilia si sta allargando a macchia d’olio. I nuovi protagonisti sono “giovani nord-europei di 18-20 anni”, soprattutto “svedesi” che giungono in Thailandia e cercano rapporti con minorenni maschi, ma si offrono anche per prostituirsi con maschi adulti e con donne thai”. “Come mai l’Europa è scesa così in basso?”. Chi si pone questa domanda è p. Adriano Pelosin, PIME, da 27 anni nel Paese. Da alcuni anni lavora alla periferia di Bangkok con ragazzi e ragazze orfani o abbandonati. La sua casa si trova a circa 25 km dal centro della capitale, nella città satellite di Nothambury, nel distretto di Pak Kret. Alla sua opera di accoglienza egli ha aggiunto un impegno di prevenzione contro la prostituzione e un aiuto ai bambini che hanno subito questi traumi
“La sfida – dice p. Adriano - è aiutare questi ragazzi a recuperare un senso della propria dignità, al di là del corpo usato e abusato, che può essere sorgente di denaro”.
Curare con l’amore il deterioramento dell’identità (il corpo come oggetto da vendere) è importante, ma non basta. Per p. Pelosin è importante che il problema sia affrontato anche in Europa, ricostruendo le famiglie del vecchio continente, giunto a una crisi morale paragonabile a quella “del tardo impero romano”.
Ecco quanto p. Adriano Pelosin ha detto ad AsiaNews:
Nella nostra associazione noi accogliamo 110 bambini; 105 sono in 6 case famiglia; alcuni di loro, invece, siccome sono proprio piccoli, appena nati, sono affidati alle cure di alcune donne anziane.
Tutti provengono da famiglie disgregate. Alcuni sono nati da genitori drogati; altri da ragazze madri troppo giovani (14-15 anni); altri son figli di ammalati di Aids, o i cui genitori sono morti di questa malattia; altri hanno i loro genitori in prigione per droga, e sono abbandonati a se stessi.
Noi li raduniamo in case-famiglia, ricostruiamo attorno a loro un nucleo di amore e di legami.
Abbiamo anche diversi bambini strappati al giro della prostituzione. Alcuni venuti da noi ci hanno raccontato di avere già fatto esperienze di prostituzione a 10-12 anni. Alcuni di loro erano già stati a Pattaya, il mega-centro della prostituzione in Thailandia. Le cose che raccontano sono tristi: bambini piccoli, soprattutto maschietti, che si vendevano a turisti italiani, tedeschi e soprattutto svedesi. Adesso vi è una vera e propria invasione di svedesi e norvegesi maschi che vengono qui a trovare il partner bambino per farci sesso. E li pagano moltissimo.
Accogliendoli, li aiutiamo a non cadere più in questa trappola. Purtroppo, davanti ai soldi che ricevono come offerta per questo tipo di lavoro e con tale facilità, i thailandesi non capiscono più nulla, sono debolissimi. Le famiglie disgregate da cui provengono sono un altro handicap. Qualcuno di loro viveva con i nonni o gli zii, i quali li maltrattavano, li trattavano come figli di seconda serie. La prostituzione diventa una via di fuga da questa situazione di disagio.
La nostra lotta è un lavoro di aiuto ai bambini, un impegno di prevenzione istruendo le famiglie delle baraccopoli perchè bambini e adulti non permettano che queste cose avvengano.
Chi passa attraverso queste esperienze di prostituzione e pedofilia, rimane segnato. Avendo guadagnato tanto, i bambini hanno l’impressione che il loro valore come persona stia tutto là. Arrivano fino a stimare questa strada della prostituzione perché ragionano: Io valgo perché mi posso vendere; su questa strada posso procurarmi tanti soldi ed avere un futuro. E purtroppo rimane questo deterioramento dell’identità: si guarda a se stessi come un oggetto, una materia utile solo per esser venduta.
E quelli che hanno fatto già questa esperienza, diventa difficile distoglierli. Ho avuto possibilità di aiutare una ragazza. Era stata veduta alla prostituzione dai suoi stessi parenti. Dopo alcuni anni è stata presa dalla polizia ed essendo minorenne è stata portata in una casa di ricupero. Ma lei, ancora adesso, che è sposata e con figli, si vede utile solo in questa maniera. Anche nel rapporto col marito, lei pensa di essere utile solo per le sue prestazioni sessuali.
Otre all’accoglienza, abbiamo incontri di formazione per coscientizzare i ragazzi che hanno subito questi traumi. La sfida è aiutare questi ragazzi a recuperare un senso della propria dignità, al di là del corpo usato e abusato, che può essere sorgente di denaro. Devo dire che c’è una buona risposta. I ragazzi che ricevono la nostra formazione, sono più stabili e nella maggior parte dei casi non ricadono nella prostituzione, cominciano ad andare a scuola, a cercare un lavoro normale.
Altri che non hanno alcuna formazione, rimangono senza speranza e si gettano via.
Il male però è soprattutto in questi europei che vengono qui alla ricerca di piacere e di rapporti con questi piccoli. Come si può fare perché in Europa ci sia una coscientizzazione e la gente non venga qui ad abusare delle persone per le loro carenze e squilibri? Non possono trovarsi una moglie, una compagnia in Europa, invece di venire qui a comprare questi ragazzi? Certo qui trovano un terreno facile, data la disgregazione delle famiglie e la povertà. Ma perché l’Europa è scesa così in basso? Forse perché anche lì le famiglie sono ormai inesistenti?
È importante che i mass media non si riducano solo a denunciare e a sbattere il mostro in prima pagina: dovete mettere in luce anche il dolore e i problemi gravi che si provoca nei bambini usati per questo scopo vile, come degli stracci, come degli oggetti da utilizzare e gettare via.
Per noi è impossibile difenderli tutti, dovete fare qualcosa anche in Europa e nel mondo.
Oltre a noi, ci sono anche altre comunità religiose, cristiane e buddiste, che accolgono bambini. Il governo provvede solo a delle case di ricupero che però spesso sono più simili a prigioni.
I ragazzi sono portati lì dai maestri delle scuole. Il lavoro più importante è quello di prevenire, aiutando i bambini – spesso senza famiglie - ad essere coscienti
Gli abusi sui bambini sembrano essere un fenomeno endemico. Giorni fa è venuta da noi una ragazza: è stata messa incinta dal padre, che voleva farla abortire e lei è fuggita perché vuole questo bambino. Ora è in ospedale per partorire al settimo mese.
Qui in Thailandia c’è una situazione sociale permissiva e debole. Ma gli occidentali ne approfittano.
Da quello che ci dicono i nostri ragazzi, la prostituzione e la pedofilia sono in aumento. Fa specie soprattutto questa vera e propria invasione dei giovani nord-europei di 18-20 anni, che stanno allargando il mercato della pedofilia. Vi sono giovani svedesi che vengono qui e cercano rapporti con minorenni maschi, ma si offrono anche per prostituirsi con maschi adulti e con donne thai: un’allarmante situazione, che ricorda la crisi morale del tardo impero romano, come l’ha descritta sant’Agostino.
Anche qui ci sono bambini e bambine rapiti, ingaggiati poi negli show ai ristoranti per danzare, fare compagnia, spogliarsi e tutto il resto.
Tratto da http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11515&size=A
DONNE PEDOFILE ED INCESTUOSE
La Pedofilia e l'incesto nelle donne
tratto da "I labirinti della pedofilia", di Gloria Persico
Le donne pedofile sono più rare degli uomini, spesso isolate o affette da qualche forma di squilibrio psichico. Come gli uomini, anche le donne possono creare notevoli disagi psicologici alle loro vittime. Quando una donna obbliga un bambino (o una bambina) a pratiche erotiche o sessuali, gli effetti possono essere devastanti, soprattutto se si tratta della madre. Per un figlio, infatti, la madre è la figura principale di attaccamento. Da lei si attende protezione e rispetto più che da qualsiasi altro adulto.La dinamica dell'atto pedofilo nelle donne ha una particolare connotazione. Il più delle volte questo si verifica perché il loro compagno è un pedofilo e da lui vengono coinvolte; in verità il loro ruolo è quasi sempre marginale. Non è possibile dimenticare quanto avvenne in Belgio alcuni anni fa a Marcinelle. Il serial mostro che sequestrava, seviziava, violentava e uccideva ragazzine aveva una compagna che lo seguiva, l'aiutava, condividendo le sue imprese. Quando in atti delittuosi, quasi sempre di appartenenza maschile, è presente una donna, si può ipotizzare che è stato il legame col suo uomo ad attivare quella che è stata già individuata come prepedofilia.Come già detto, mentre i pedofili spesso sono uomini che non mostrano segni psicopatologici, le donne pedofile, invece, mostrano spesso alti livelli di disturbo mentale. E ipotizzabile che solo un disturbo grave possa bypassare quell'istinto materno, in verità oggi un po' discusso, presente nella maggior parte delle donne.La testimonianza che segue è un rarissimo esempio di pedofilia femminile. Il fatto è realmente accaduto nel 1996. Questa maestra cattiva è forse unica a fronte di tante insegnanti attente e amorose che hanno salvato tanti bambini comprendendo e facendo propria la loro infelicità. Attente, amorose e anche coraggiose perché prendere l'iniziativa di comunicare ai genitori, al preside ed ai servizi sociali quello che hanno scoperto richiede un grande coraggio.
La maestra cattiva
La mamma di Maria (4 anni), aveva notato che le mutandine di sua figlia spesso erano gialle, e non era pipì. La pediatra aveva affermato che si trattava dì una infezìone vaginale: aveva prescritto dei bagnoli e aveva consigliato di comprare alla bambina delle mutandine più chiuse e di impedirle di sedersi a terra.Un giorno la mamma vede Maria armeggiare con un pennarello fra le gambe, dopo essersi abbassata le mutandine. La sgrida dicendole che fa male a fare quel gioco, perché certamente è stato causa delle sue mutandine sporche. Maria ribatte che quel gioco glielo ha insegnato la maestra e che quindi si può fare. La mamma impietrita non dice più una parola, ma si mette in contatto con le altre mamme, poiché i bambini in quella classe della materna sono soltanto dodici. Le mamme si riuniscono e si accordano sul modo migliore per interrogare i propri figli. La situazione viene ricostruita: la maestra accompagnava i bambini in bagno e "giocava " su di loro con pennarelli ed altri oggetti. La denuncia fu fatta alle forze dell'ordine dai genitori dei bambini che si costituirono, in un'unica istanza, parte civile.
Il caso della baby sìtter che abbiamo già presentato (a proposito del problema della differenza di età fra due minorenni), può essere considerato un caso di pedofilia femminile, poiché non è tanto l'età che definisce l'atto pedofilo, quanto il potere che il ruolo conferisce all'abusatore.Si può rilevare, ancora una volta, anche se spiace riconoscerlo, che i molestatori dei bambini si ritrovano il più delle volte nella rosa delle persone che li accudiscono.Quando le madri, qualche volta le nonne e le zie, vendono come merce sessuale le loro figlie e nipoti, il movente principale sembra essere l'avidità di denaro (non mai il bisogno) ed un loro passato di prostituzione. A mio avviso per un delitto così atroce, non può essere sufficiente la voglia di guadagno facile; forse c'è qualche altra motivazione, magari inconsapevole. Si potrebbe ipotizzare che si tratti di una proiezione sulla piccola, a risarcimento della perduta capacità di suscitare il desiderio degli uomini. Oppure, ipotesi ancora più audace, quella di un desiderio pedofilo o incestuoso che viene realizzato per vie traverse.
Le foto di famiglia
Il vecchio pensionato abitava al piano di sopra; era solo ed era considerato ricco dagli abitanti di quel quartiere degradato. Qualche volta scendeva a chiedere un limone o un uovo in prestito e si fermava a fare due chiacchiere principalmente con la nonna, ma non dimenticava mai un complimento alla madre ed una carezza a Maruzza, una ricciolina di nove anni. Un giorno propose un compenso per delle foto "artistiche " alla bambina. Poi propose delle foto che ritraessero 'Ve tre generazioni". Naturalmente nude, perché potessero risaltare i cambiamenti che la donna attraversa negli anni. Poi la bambina cominciò a salire sola ed i compensi cominciarono a crescere. La strategia era stata condotta assai bene. Dopo una denuncia anonima, una mattina i carabinieri bussarono alla porta del pensionato e trovarono le foto. Foto pornografiche della bambina. Chissà se l'aveva anche carezzata; la mamma e la nonna non lo denunciarono e furono loro ad essere condannate per sfruttamento della prostituzione minorile. Il pensionato ebbe gli arresti domiciliari.
Questo caso non è dei più gravi, trattandosi di un solo "uomo nero" e anche familiare perché abitava nello stesso palazzo. Purtroppo si sono verificati molti tremendi casi '1otocopia" nei quali le bambine, spesso sorelline, accompagnate dalla madre, dalla quale, ripetiamo, ci si aspetta protezione e aiuto, venivano fatte incontrare con più uomini nella stessa giornata, o con più uomini contemporaneamente. Inoltre, quando una madre oltre che vendere le proprie figlie, partecipa con loro ai festini, a tale presenza voyeristica si può dare una valenza incestuosa.Per quel che riguarda l'incesto, la madre incestuosa esiste anche se è difficile scoprirla: spesso usa forme che vengono camuffate dagli abituali gesti di accudimento. Nell'anamnesi di pazienti maschi, molto spesso emergono madri che continuano a fare il bagno a figli adolescenti; madri che accettano o inducono, quando non c'è il padre, il figlio ormai adulto a dormire nel letto matrimoniale. Come esiste l'abuso del padre sul figlio maschio, anche se meno frequente che sulla figlia femmina, esiste anche rarissimo quello della madre sulla figlia femmina. Le madri tuttavia diventano incestuose quando partecipano all'iniziativa di altri familiari, come si può leggere nelle due testimonianze che seguono.Nel 1995 accadde un caso terrificante che fa dolore ricordare. Una intera famiglia si accadi sull'unico bambino rimasto di tre generazioni. Il caso sollevò l'opinione pubblica: sconcerto, scandalo, morbosità. Sia chiaro che la divulgazione di queste notizie può essere utile solo se serve ad acquisire la consapevolezza che esistono tali orrori altrimenti impensabili. Solo in forza di questa consapevolezza, è possibile accorgersi che in una famiglia o in un bambino c'è qualcosa di strano. Se si ha timore a rivolgersi alla polizia, rimanendo nell'anonimato, ci si può rivolgere ai servizi sociali che si incaricheranno di verificare se il fatto è reale o se i sospetti sono infondati.Il capro espiatorio
Avevano abusato di quel bambino miracolosamente salvato (quanto e quando potrà essere recuperato?) i nonni, la madre e il suo convivente e altri parenti meno stretti. La tragedia di Michelino ha le radici nei bisnonni che avevano abusato dei suoi nonni, che di certo avevano abusato dei loro figli.Basta, fa più orrore delle gesta dei pedofili serial killer e seviziatori! Va solo ricordato che era una famiglia di professionisti, gente per bene, solo molto isolata e senza frequentazione di amici.
Il racconto di una maestra
La quinta elementare nella quale insegnavo dalla terza classe, era formata da scolari simpatici, intelligenti che amavo molto, anche se facevo fatica a contenere la loro vivacità.All'inizio dell'anno arrivò una bambina ripetente di dodici anni compiuti. Pensai che fosse malata o per qualche ragione sofferente: era magra, la pelle del viso trasparente, le occhiaie scure, i capelli smorti, le spalle piegate. In classe non parlava con nessuno, sembrava attenta, ma presto mi accorsi che spesso guardava nel vuoto. Negli scritti andava molto bene, ma quando era interrogata le parole le uscivano a stento e un improvviso tic le faceva sbattere l'occhio destro. Comunque arrivava ad una stentata sufficienza. Per cercare di capire cosa avesse, le feci qualche domanda sulla famiglia, ma quando pronunziai la parola "fratelli ", si presentò il tic che aumentò ancora di più alla parola "genitori ".Attraverso la segreteria chiesi un colloquio con i genitori che non si presentarono mai. L'ultimo giorno di scuola prima di Carnevale, ci fu una piccola festa in classe: Serena non solo non partecipava, ma non voleva né mangiare né bere. I ragazzi, scherzando oltre misura, si sporcavano l'un l'altro la faccia con la panna e, forse per coinvolgerla, sporcarono anche lei. A quel punto la ragazzina iniziò a vomitare. Chiamata la bidella, l'accompagnai nei bagni per aiutarla a lavarsi, ma anche perché speravo che mi confidasse qualcosa. Infatti mi buttò le braccia al collo, singhiozzando. Da quando aveva sei anni, padre, fratelli e cugini abusavano di lei, e, orrore, a volte partecipava anche la mamma invece di difenderla! Perciò i suoi grandi occhi scuri, offuscati da sei anni di patimenti inauditi, avevano perduto ogni espressività. Nemmeno il dolore riuscivano ad esprimere, quegli occhi, dove si era spenta ogni speranza.Ma finalmente aveva parlato, rendendosi conto che una piccola luce si era accesa, ed io ero certa che l'avrei accompagnata nel faticoso cammino.
Fonte Aquilone blu onlus
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tratto da "I labirinti della pedofilia", di Gloria Persico
Le donne pedofile sono più rare degli uomini, spesso isolate o affette da qualche forma di squilibrio psichico. Come gli uomini, anche le donne possono creare notevoli disagi psicologici alle loro vittime. Quando una donna obbliga un bambino (o una bambina) a pratiche erotiche o sessuali, gli effetti possono essere devastanti, soprattutto se si tratta della madre. Per un figlio, infatti, la madre è la figura principale di attaccamento. Da lei si attende protezione e rispetto più che da qualsiasi altro adulto.La dinamica dell'atto pedofilo nelle donne ha una particolare connotazione. Il più delle volte questo si verifica perché il loro compagno è un pedofilo e da lui vengono coinvolte; in verità il loro ruolo è quasi sempre marginale. Non è possibile dimenticare quanto avvenne in Belgio alcuni anni fa a Marcinelle. Il serial mostro che sequestrava, seviziava, violentava e uccideva ragazzine aveva una compagna che lo seguiva, l'aiutava, condividendo le sue imprese. Quando in atti delittuosi, quasi sempre di appartenenza maschile, è presente una donna, si può ipotizzare che è stato il legame col suo uomo ad attivare quella che è stata già individuata come prepedofilia.Come già detto, mentre i pedofili spesso sono uomini che non mostrano segni psicopatologici, le donne pedofile, invece, mostrano spesso alti livelli di disturbo mentale. E ipotizzabile che solo un disturbo grave possa bypassare quell'istinto materno, in verità oggi un po' discusso, presente nella maggior parte delle donne.La testimonianza che segue è un rarissimo esempio di pedofilia femminile. Il fatto è realmente accaduto nel 1996. Questa maestra cattiva è forse unica a fronte di tante insegnanti attente e amorose che hanno salvato tanti bambini comprendendo e facendo propria la loro infelicità. Attente, amorose e anche coraggiose perché prendere l'iniziativa di comunicare ai genitori, al preside ed ai servizi sociali quello che hanno scoperto richiede un grande coraggio.
La maestra cattiva
La mamma di Maria (4 anni), aveva notato che le mutandine di sua figlia spesso erano gialle, e non era pipì. La pediatra aveva affermato che si trattava dì una infezìone vaginale: aveva prescritto dei bagnoli e aveva consigliato di comprare alla bambina delle mutandine più chiuse e di impedirle di sedersi a terra.Un giorno la mamma vede Maria armeggiare con un pennarello fra le gambe, dopo essersi abbassata le mutandine. La sgrida dicendole che fa male a fare quel gioco, perché certamente è stato causa delle sue mutandine sporche. Maria ribatte che quel gioco glielo ha insegnato la maestra e che quindi si può fare. La mamma impietrita non dice più una parola, ma si mette in contatto con le altre mamme, poiché i bambini in quella classe della materna sono soltanto dodici. Le mamme si riuniscono e si accordano sul modo migliore per interrogare i propri figli. La situazione viene ricostruita: la maestra accompagnava i bambini in bagno e "giocava " su di loro con pennarelli ed altri oggetti. La denuncia fu fatta alle forze dell'ordine dai genitori dei bambini che si costituirono, in un'unica istanza, parte civile.
Il caso della baby sìtter che abbiamo già presentato (a proposito del problema della differenza di età fra due minorenni), può essere considerato un caso di pedofilia femminile, poiché non è tanto l'età che definisce l'atto pedofilo, quanto il potere che il ruolo conferisce all'abusatore.Si può rilevare, ancora una volta, anche se spiace riconoscerlo, che i molestatori dei bambini si ritrovano il più delle volte nella rosa delle persone che li accudiscono.Quando le madri, qualche volta le nonne e le zie, vendono come merce sessuale le loro figlie e nipoti, il movente principale sembra essere l'avidità di denaro (non mai il bisogno) ed un loro passato di prostituzione. A mio avviso per un delitto così atroce, non può essere sufficiente la voglia di guadagno facile; forse c'è qualche altra motivazione, magari inconsapevole. Si potrebbe ipotizzare che si tratti di una proiezione sulla piccola, a risarcimento della perduta capacità di suscitare il desiderio degli uomini. Oppure, ipotesi ancora più audace, quella di un desiderio pedofilo o incestuoso che viene realizzato per vie traverse.
Le foto di famiglia
Il vecchio pensionato abitava al piano di sopra; era solo ed era considerato ricco dagli abitanti di quel quartiere degradato. Qualche volta scendeva a chiedere un limone o un uovo in prestito e si fermava a fare due chiacchiere principalmente con la nonna, ma non dimenticava mai un complimento alla madre ed una carezza a Maruzza, una ricciolina di nove anni. Un giorno propose un compenso per delle foto "artistiche " alla bambina. Poi propose delle foto che ritraessero 'Ve tre generazioni". Naturalmente nude, perché potessero risaltare i cambiamenti che la donna attraversa negli anni. Poi la bambina cominciò a salire sola ed i compensi cominciarono a crescere. La strategia era stata condotta assai bene. Dopo una denuncia anonima, una mattina i carabinieri bussarono alla porta del pensionato e trovarono le foto. Foto pornografiche della bambina. Chissà se l'aveva anche carezzata; la mamma e la nonna non lo denunciarono e furono loro ad essere condannate per sfruttamento della prostituzione minorile. Il pensionato ebbe gli arresti domiciliari.
Questo caso non è dei più gravi, trattandosi di un solo "uomo nero" e anche familiare perché abitava nello stesso palazzo. Purtroppo si sono verificati molti tremendi casi '1otocopia" nei quali le bambine, spesso sorelline, accompagnate dalla madre, dalla quale, ripetiamo, ci si aspetta protezione e aiuto, venivano fatte incontrare con più uomini nella stessa giornata, o con più uomini contemporaneamente. Inoltre, quando una madre oltre che vendere le proprie figlie, partecipa con loro ai festini, a tale presenza voyeristica si può dare una valenza incestuosa.Per quel che riguarda l'incesto, la madre incestuosa esiste anche se è difficile scoprirla: spesso usa forme che vengono camuffate dagli abituali gesti di accudimento. Nell'anamnesi di pazienti maschi, molto spesso emergono madri che continuano a fare il bagno a figli adolescenti; madri che accettano o inducono, quando non c'è il padre, il figlio ormai adulto a dormire nel letto matrimoniale. Come esiste l'abuso del padre sul figlio maschio, anche se meno frequente che sulla figlia femmina, esiste anche rarissimo quello della madre sulla figlia femmina. Le madri tuttavia diventano incestuose quando partecipano all'iniziativa di altri familiari, come si può leggere nelle due testimonianze che seguono.Nel 1995 accadde un caso terrificante che fa dolore ricordare. Una intera famiglia si accadi sull'unico bambino rimasto di tre generazioni. Il caso sollevò l'opinione pubblica: sconcerto, scandalo, morbosità. Sia chiaro che la divulgazione di queste notizie può essere utile solo se serve ad acquisire la consapevolezza che esistono tali orrori altrimenti impensabili. Solo in forza di questa consapevolezza, è possibile accorgersi che in una famiglia o in un bambino c'è qualcosa di strano. Se si ha timore a rivolgersi alla polizia, rimanendo nell'anonimato, ci si può rivolgere ai servizi sociali che si incaricheranno di verificare se il fatto è reale o se i sospetti sono infondati.Il capro espiatorio
Avevano abusato di quel bambino miracolosamente salvato (quanto e quando potrà essere recuperato?) i nonni, la madre e il suo convivente e altri parenti meno stretti. La tragedia di Michelino ha le radici nei bisnonni che avevano abusato dei suoi nonni, che di certo avevano abusato dei loro figli.Basta, fa più orrore delle gesta dei pedofili serial killer e seviziatori! Va solo ricordato che era una famiglia di professionisti, gente per bene, solo molto isolata e senza frequentazione di amici.
Il racconto di una maestra
La quinta elementare nella quale insegnavo dalla terza classe, era formata da scolari simpatici, intelligenti che amavo molto, anche se facevo fatica a contenere la loro vivacità.All'inizio dell'anno arrivò una bambina ripetente di dodici anni compiuti. Pensai che fosse malata o per qualche ragione sofferente: era magra, la pelle del viso trasparente, le occhiaie scure, i capelli smorti, le spalle piegate. In classe non parlava con nessuno, sembrava attenta, ma presto mi accorsi che spesso guardava nel vuoto. Negli scritti andava molto bene, ma quando era interrogata le parole le uscivano a stento e un improvviso tic le faceva sbattere l'occhio destro. Comunque arrivava ad una stentata sufficienza. Per cercare di capire cosa avesse, le feci qualche domanda sulla famiglia, ma quando pronunziai la parola "fratelli ", si presentò il tic che aumentò ancora di più alla parola "genitori ".Attraverso la segreteria chiesi un colloquio con i genitori che non si presentarono mai. L'ultimo giorno di scuola prima di Carnevale, ci fu una piccola festa in classe: Serena non solo non partecipava, ma non voleva né mangiare né bere. I ragazzi, scherzando oltre misura, si sporcavano l'un l'altro la faccia con la panna e, forse per coinvolgerla, sporcarono anche lei. A quel punto la ragazzina iniziò a vomitare. Chiamata la bidella, l'accompagnai nei bagni per aiutarla a lavarsi, ma anche perché speravo che mi confidasse qualcosa. Infatti mi buttò le braccia al collo, singhiozzando. Da quando aveva sei anni, padre, fratelli e cugini abusavano di lei, e, orrore, a volte partecipava anche la mamma invece di difenderla! Perciò i suoi grandi occhi scuri, offuscati da sei anni di patimenti inauditi, avevano perduto ogni espressività. Nemmeno il dolore riuscivano ad esprimere, quegli occhi, dove si era spenta ogni speranza.Ma finalmente aveva parlato, rendendosi conto che una piccola luce si era accesa, ed io ero certa che l'avrei accompagnata nel faticoso cammino.
Fonte Aquilone blu onlus
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ARRESTATO PADRE INCESTUOSO
Si tratta di un pregiudicato di 45 anni di Bari che avrebbe compiuto gli abusi sulle due bambine di 6 e 10 anni. Da giovane risulta avesse abusato anche la sorellina di 11 anni •BARI - Un pregiudicato di 45 anni è stato arrestato dalla polizia per abusi sessuali che avrebbe compiuto nei confronti delle figlie, che all’epoca dei fatti avevano sei e dieci anni. Nel corso delle indagini è stato accertato che l’uomo, all’età di 22 anni, aveva abusato sessualmente anche della propria sorellina di 11 anni. L'arresto è stato fatto sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Dentamaro. L'arrestato, dal 2003 al 2004, in più occasioni, avrebbe abusato della figlia più piccola, di sei anni, costringendola a subire atti sessuali con la minaccia di gravi ritorsioni se la piccola non l’avesse accontentato. Al momento dell’arresto, l'uomo era ai domiciliari perchè nel gennaio del 2007 era stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un reato analogo accertato dagli investigatori della squadra mobile: l’uomo, infatti, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbe compiuto nel 2003 altri abusi e violenze sessuali nei confronti della figlia maggiore che all’epoca dei fatti aveva 10 anni.28/2/2008
PUBL.DYLAN
PUBL.DYLAN
CONDANNATI I GENITORI PER PEDOPORNOGRAFIA
(ANSA) - BRUXELLES, 19 FEB -Un giudice belga ha condannato a 10 anni di carcere unuomo che aveva ripreso le sue due figlie di nove e11 anni in film pornografici a carattere pedofilo,diffondendoli poi in tutto il mondo.Il tribunale di Bruges ha condannato l'uomo, 37 anni, aulteriori 10 anni se il governo lo riterra' utile, secondoquanto riferisce l'agenzia Belga. Lo strumento - eccezionale -dell'aumento della durata di detenzione ha come obiettivo ''laprotezione della societa' contro le persone che hannocommesso reati particolarmente aberranti'',secondo quanto chiarisce il ministero della Giustizia.La moglie del pedofilo e' stata condannata a due annidi carcere per ''negligenza''.I fatti risalgono al 2004, ma sono emersi nel 2006 inAustralia, in seguito alla scoperta di una videocassetta acarattere pedofilo con una bambina che parlava olandese.Questo particolare ha condotto gli inquirenti fino all'uomo,Pascal T., padre della vittima, che e' stato arrestato.In casa sua e' stato trovato uno studio improvvisato doveriprendeva le due ragazzine, spacciando poi le immagini aun complice di nazionalita' italiana, arrestato lo scorsoautunno insieme ad altre 90 persone nell'ambitodell'operazione antipedofilia denominata 'Koala'.
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CONDANNATA MADRE COMPLICE DEL MARITO INCESTUOSO
Confermata la condanna alla madre che non salvò le figlie dagli abusi paterni
CASSAZIONE SENTENZA 4730
La Suprema Corte ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una geriatra di Imola: ha ritenuto insufficienti gli "accorgimenti" adottati nel tentativo di salvare le figlie dagli abusi
Bologna, 1 febbraio 2008 - Non tutelò la "moralità sessuale" delle figlie minorenni che subivano abusi dal padre. Così la Cassazione, avendo ritenuto insufficienti gli "accorgimenti" adottati nel tentativo di salvare le figlie dalla violenza paterna, ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una geriatra di Imola, Vanda B.
In particolare, la Terza sezione penale ha ricordato che "il genitore esercente la potestà sui figli minori, in quanto investito di una posizione di garanzia sulla integrità psico-fisica degli stessi", ha "l'obbligo di tutelare la vita, l'incolumità e la moralità sessuale dei minori contro altrui aggressioni, anche endofamiliari, adottando pure le misure più drastiche in vista del raggiungimento di tale scopo".
La Suprema Corte, facendo propria la decisione della Corte d'appello di Bologna, marzo 2007, ha condiviso il fatto che "la donna, medico ospedaliero, persona colta e agiata, non avrebbe incontrato difficoltà, se solo lo avesse voluto, a rivolgersi a colleghi e a psicologi per farsi consigliare, dare supporto alle figlie e trovare la strada migliore per agire, oltre che a tutela della sua onorabilità, soprattutto nel rispetto della integrità psico-fisica" delle minori V. e M.. Anzi, cosa più grave, ha evidenziato ancora la Cassazione, la mamma, medico chirurgo geriatra, ha contribuito a "creare le condizioni affinchè il marito Agostino Z. (una precedente condanna per parricidio e dieci anni di reclusione per gli abusi sulle figlie, ndr) continuasse indisturbato ad abusare delle minori".
Ricostruisce la sentenza 4730 della Cassazione che, nel 2000, il padre faceva delle "convocazioni domenicali nel letto matrimoniale, durante le quali, mentre consumava un rapporto con la moglie, 'toccava' anche le figlie, fatte posizionare ai lati". La geriatra, aveva ritenuto di "risolvere la situazione a livello endofamiliare, facendo tutto da sola", e cercando di rientrare in casa "a sorpresa". Tutti accorgimenti che, disse la Corte di merito, e, oggi, anche la Cassazione, "furono sentiti dalle figlie come un'ulteriore presa in giro dal momento che il coniuge lasciava la chiave nella serratura e lei, per entrare in casa, era costretta a bussare alla porta". Anzi, era pure emerso che la mamma geriatra "cercava di suscitare elementi di pietà nelle figlie per indurle ad accontentare il padre".
Ecco perchè la Cassazione, nel bocciare il ricorso di Vanda B., ha sottolineato che "i giudici del merito hanno ineccepibilmente affermato che una donna di tale autonomia intellettiva, sociale ed economica non potesse essere una vittima sprovveduta ed indifesa nelle mani di un uomo, non solo già condannato per un reato gravissimo, ma anche nullafacente e mantenuto dalla moglie". In defintiva, "tale sudditanza di Vanda B. nei confronti del coniuge era frutto di una scelta di vita, di una precisa volontà di comunione, di uno scellerato legame che univa i due in modo indissolubile, anche a scapito delle primarie esigenze di salvaguardia della integrità fisica e morale delle figlie".
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CASSAZIONE SENTENZA 4730
La Suprema Corte ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una geriatra di Imola: ha ritenuto insufficienti gli "accorgimenti" adottati nel tentativo di salvare le figlie dagli abusi
Bologna, 1 febbraio 2008 - Non tutelò la "moralità sessuale" delle figlie minorenni che subivano abusi dal padre. Così la Cassazione, avendo ritenuto insufficienti gli "accorgimenti" adottati nel tentativo di salvare le figlie dalla violenza paterna, ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una geriatra di Imola, Vanda B.
In particolare, la Terza sezione penale ha ricordato che "il genitore esercente la potestà sui figli minori, in quanto investito di una posizione di garanzia sulla integrità psico-fisica degli stessi", ha "l'obbligo di tutelare la vita, l'incolumità e la moralità sessuale dei minori contro altrui aggressioni, anche endofamiliari, adottando pure le misure più drastiche in vista del raggiungimento di tale scopo".
La Suprema Corte, facendo propria la decisione della Corte d'appello di Bologna, marzo 2007, ha condiviso il fatto che "la donna, medico ospedaliero, persona colta e agiata, non avrebbe incontrato difficoltà, se solo lo avesse voluto, a rivolgersi a colleghi e a psicologi per farsi consigliare, dare supporto alle figlie e trovare la strada migliore per agire, oltre che a tutela della sua onorabilità, soprattutto nel rispetto della integrità psico-fisica" delle minori V. e M.. Anzi, cosa più grave, ha evidenziato ancora la Cassazione, la mamma, medico chirurgo geriatra, ha contribuito a "creare le condizioni affinchè il marito Agostino Z. (una precedente condanna per parricidio e dieci anni di reclusione per gli abusi sulle figlie, ndr) continuasse indisturbato ad abusare delle minori".
Ricostruisce la sentenza 4730 della Cassazione che, nel 2000, il padre faceva delle "convocazioni domenicali nel letto matrimoniale, durante le quali, mentre consumava un rapporto con la moglie, 'toccava' anche le figlie, fatte posizionare ai lati". La geriatra, aveva ritenuto di "risolvere la situazione a livello endofamiliare, facendo tutto da sola", e cercando di rientrare in casa "a sorpresa". Tutti accorgimenti che, disse la Corte di merito, e, oggi, anche la Cassazione, "furono sentiti dalle figlie come un'ulteriore presa in giro dal momento che il coniuge lasciava la chiave nella serratura e lei, per entrare in casa, era costretta a bussare alla porta". Anzi, era pure emerso che la mamma geriatra "cercava di suscitare elementi di pietà nelle figlie per indurle ad accontentare il padre".
Ecco perchè la Cassazione, nel bocciare il ricorso di Vanda B., ha sottolineato che "i giudici del merito hanno ineccepibilmente affermato che una donna di tale autonomia intellettiva, sociale ed economica non potesse essere una vittima sprovveduta ed indifesa nelle mani di un uomo, non solo già condannato per un reato gravissimo, ma anche nullafacente e mantenuto dalla moglie". In defintiva, "tale sudditanza di Vanda B. nei confronti del coniuge era frutto di una scelta di vita, di una precisa volontà di comunione, di uno scellerato legame che univa i due in modo indissolubile, anche a scapito delle primarie esigenze di salvaguardia della integrità fisica e morale delle figlie".
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lunedì 18 febbraio 2008
ORRORE-LE RAGAZZE ITALIANE ANCORA BAMBINE VANNO CON TUTTI E POI ABORTONO!
DA TISCALI.IT
LA POSTA PER SILVIA ROCCA
Ciao sono Anna, sono sposata e ho una figlia di quindici anni. Sono disperata perché mia figlia fa sesso senza prendere alcuna protezione. Non vorrei che tornasse a casa incinta. Cosa mi consigli di fare?"
"Sono Marina, ho una figlia che fa sesso con più ragazzi, ma ho la sensazione che non usi né pillola e né preservativo. Cosa mi consigli di fare?"
"Ciao sono Claudia, non so con chi confidarmi. Le mie amiche sono tutte incasinate e io non riesco a parlare con i miei genitori. Mi vergogno a raccontare ai miei genitori che faccio sesso a 15 anni. Cosa mi consigli di prendere come anticoncezionale?"
I giovani parlano dei problemi sessuali soprattutto con le amiche, con qualche dottore su Internet, poco con i genitori e sulla contraccezione sono leggermente ignoranti. Purtroppo i giovani di oggi, soprattutto le ragazze, iniziano la loro vita sessuale dopo i 14 anni. I genitori evitano di parlare di sesso con il figlio perché si vergognano e perché ci sono dei tabù. Sono disposti a tutto pur di evitare di parlare seriamente e al tempo giusto, preferiscono che lo faccia la scuola.
È importante che il genitore sia più amico che educatore. Deve cercare di confidarsi e di consigliare il meglio per il proprio figlio. Il genitore deve comprare per i propri figli i preservativi ed educarli ad usarli. Il mio consiglio se fossi in voi eviterei di comprare per le figlie le pillole anticoncezionali, perché sono a rischio di malattie infettive (aids, gonorrea, sifilide, eccetera).
"Ciao Silvia sono Angela, ho 17 anni e sono incinta. Non ho il coraggio di dirlo a mio padre. Cosa mi consigli di fare?"
"Ciao sono Diana ho un problema! Ho abortito una volta, ora sono disperata perché le mestruazioni non arrivano. Mi vergogno di andare dal mio ginecologo, e non ho coraggio di dirlo ai miei. Sono disperata cosa mi consigli di fare?"
Le ragazzine non hanno la cultura della contraccezione e usano l'interruzione di gravidanza con molta facilità. Recentemente una ragazza di 17 anni mi ha chiesto come poteva interrompere la gravidanza per la quinta volta, poiché si vergognava di rivolgersi allo stesso dottore.
Ma i ragazzi sono un po' restii a parlare della propria sessualità, ci pensano solo quando hanno un problema reale: un terzo delle infezioni sessualmente trasmesse le vediamo infatti in giovani che hanno meno di 23 anni e prima di allora non avevano mai parlato con nessuno dei propri problemi.
I giovani sono spavaldi, ma quando si tratta di sesso cambiano i tabù. Di certo i giovani praticano sesso, ma poco lo governano e nonostante sbandierino ai quattro venti di avere un'eccellente padronanza della propria sessualità, alla resa dei conti dimostrano ignoranza. Ancora oggi le ragazze anche culturalmente evolute, hanno problemi nel contattare i servizi sanitari e si rivolgono agli specialisti solo quando hanno un problema che non possono risolvere da sole. Per i maschi poi, quello della sessuologia è un terreno quasi sconosciuto.
Comunque cercate di fare sesso con la testa.
Volete consigli e vi sentite sole e triste non esitate a scrivermi : www.silviarocca.it
ECCO COSA CONSIGLIA SILVIA ROCCA ALLE RAGAZZE CHE SCRIVONO:
consigli alle ragazze, seconda parte
Vedo che questo mia rubrica, ha creato molto interesse. Come ho detto altre volte, il sesso é bellissimo e si può praticare in giovanissima età, intendendo 14/15 in poi. Un altro consiglio che mi sento di dare alle ragazze più giovani é quello di iniziarsi al sesso con gradualità, fellatio, petting, cunni lingus e anche il sesso anale, hanno il vantaggio di escludere la possibilità di gravidanze indesiderate (anche senza precauzioni) pur essendo estremamente pratiche piacevolissime.
Silvia Rocca
Tiscali.it
http://donna.tiscali.it/articoli/rocca/2008/febbraio/contraccezione_123.html#comments
LA POSTA PER SILVIA ROCCA
Ciao sono Anna, sono sposata e ho una figlia di quindici anni. Sono disperata perché mia figlia fa sesso senza prendere alcuna protezione. Non vorrei che tornasse a casa incinta. Cosa mi consigli di fare?"
"Sono Marina, ho una figlia che fa sesso con più ragazzi, ma ho la sensazione che non usi né pillola e né preservativo. Cosa mi consigli di fare?"
"Ciao sono Claudia, non so con chi confidarmi. Le mie amiche sono tutte incasinate e io non riesco a parlare con i miei genitori. Mi vergogno a raccontare ai miei genitori che faccio sesso a 15 anni. Cosa mi consigli di prendere come anticoncezionale?"
I giovani parlano dei problemi sessuali soprattutto con le amiche, con qualche dottore su Internet, poco con i genitori e sulla contraccezione sono leggermente ignoranti. Purtroppo i giovani di oggi, soprattutto le ragazze, iniziano la loro vita sessuale dopo i 14 anni. I genitori evitano di parlare di sesso con il figlio perché si vergognano e perché ci sono dei tabù. Sono disposti a tutto pur di evitare di parlare seriamente e al tempo giusto, preferiscono che lo faccia la scuola.
È importante che il genitore sia più amico che educatore. Deve cercare di confidarsi e di consigliare il meglio per il proprio figlio. Il genitore deve comprare per i propri figli i preservativi ed educarli ad usarli. Il mio consiglio se fossi in voi eviterei di comprare per le figlie le pillole anticoncezionali, perché sono a rischio di malattie infettive (aids, gonorrea, sifilide, eccetera).
"Ciao Silvia sono Angela, ho 17 anni e sono incinta. Non ho il coraggio di dirlo a mio padre. Cosa mi consigli di fare?"
"Ciao sono Diana ho un problema! Ho abortito una volta, ora sono disperata perché le mestruazioni non arrivano. Mi vergogno di andare dal mio ginecologo, e non ho coraggio di dirlo ai miei. Sono disperata cosa mi consigli di fare?"
Le ragazzine non hanno la cultura della contraccezione e usano l'interruzione di gravidanza con molta facilità. Recentemente una ragazza di 17 anni mi ha chiesto come poteva interrompere la gravidanza per la quinta volta, poiché si vergognava di rivolgersi allo stesso dottore.
Ma i ragazzi sono un po' restii a parlare della propria sessualità, ci pensano solo quando hanno un problema reale: un terzo delle infezioni sessualmente trasmesse le vediamo infatti in giovani che hanno meno di 23 anni e prima di allora non avevano mai parlato con nessuno dei propri problemi.
I giovani sono spavaldi, ma quando si tratta di sesso cambiano i tabù. Di certo i giovani praticano sesso, ma poco lo governano e nonostante sbandierino ai quattro venti di avere un'eccellente padronanza della propria sessualità, alla resa dei conti dimostrano ignoranza. Ancora oggi le ragazze anche culturalmente evolute, hanno problemi nel contattare i servizi sanitari e si rivolgono agli specialisti solo quando hanno un problema che non possono risolvere da sole. Per i maschi poi, quello della sessuologia è un terreno quasi sconosciuto.
Comunque cercate di fare sesso con la testa.
Volete consigli e vi sentite sole e triste non esitate a scrivermi : www.silviarocca.it
ECCO COSA CONSIGLIA SILVIA ROCCA ALLE RAGAZZE CHE SCRIVONO:
consigli alle ragazze, seconda parte
Vedo che questo mia rubrica, ha creato molto interesse. Come ho detto altre volte, il sesso é bellissimo e si può praticare in giovanissima età, intendendo 14/15 in poi. Un altro consiglio che mi sento di dare alle ragazze più giovani é quello di iniziarsi al sesso con gradualità, fellatio, petting, cunni lingus e anche il sesso anale, hanno il vantaggio di escludere la possibilità di gravidanze indesiderate (anche senza precauzioni) pur essendo estremamente pratiche piacevolissime.
Silvia Rocca
Tiscali.it
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