ARTICOLI E NOTIZIE SULL'INCESTO E LA PEDOFILIA E COME COMBATTERLI.

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venerdì 8 aprile 2011

OLANDA:12ENNE PARTORISCE IN GITA-"MESSA INCINTA DAL PADRE"

LEGGO.IT
Martedì 05 Aprile 2011 - 16:49

12ENNE PARTORISCE IN GITA:
"MESSA INCINTA DAL PADRE"

GRONINGEN - Ha partorito in gita scolastica, ma non sapeva nemmeno di essere incinta. E' accaduto in Olanda, a Groningen, dove una dodicenne, due settimane fa, mentre era con i compagni in viaggio, ha partorito, stupendo, in teoria, non solo sè stessa, ma anche i suoi genitori. Fino a un certo punto, dato che proprio il padre, 52enne, è stato arrestato con l'accusa di abusi sessuali: sarebbe stato proprio lui, infatti, secondo gli inquirenti, a mettere incinta la giovane figlia. L'uomo, descritto dai media locali come "un alcolizzato" e già condannato in passato per un crimine sessuale, sarebbe stato incastrato dall'esame del Dna e ora rischia almeno 12 anni di carcere. La ragazzina, che è stata ora affidata a una nuova famiglia, aveva accusato forti dolori al ventre, il 22 marzo scorso, durante una gita con insegnanti e compagni: trasportata in un edificio, partorì una bambina nell'incredulità generale.



http://www.leggo.it/articolo.php?id=115195

JEFFERSON CITY : UCCIDE PAPA' CHE LA STUPRA

LEGGO.IT
UCCIDE PAPÀ CHE LA STUPRA:
MA NESSUNO LE CREDE

Lunedì 14 Marzo 2011



JEFFERSON CITY – Lieto fine per Stacey Lannert, dopo aver ucciso il padre che abusava di lei era stata condannata con l’accusa di omicidio: la campagna mediatica è riuscita a farla scarcerare e lei ora racconta in un libro perché ha ucciso il padre. La storia di Lannert inizia a 10 anni, quando il padre inizia a molestarla e le dice di non rivelare il loro segreto a nessuno. La ragazza subisce violenze per anni fin quando, dopo il divorzio dei genitori, una baby sitter insospettita le chiede se avesse subito abusi. La bambina ha 10 anni, risponde di sì, ma la madre non le crede, pensando si trattasse di ‘sculacciate’. “Ecco perché è così importante trovare le giuste parole”, dice oggi Stacey, parlando del suo libro ‘Rendenzione’, nel quale racconta la sua storia. “Se non usiamo il giusto nome, la gente può capire male. Se dici: ‘Mio padre mi ha violentata,’ capiscono. Ma io nemmeno conoscevo quella parola”. La situazione precipita quando la bambina ormai è una ragazza ed ha 18 anni, quando il padre abusa della sorella più piccola, Christy. Stacey imbraccia il fucile da caccia del padre e gli spara due volte mentre dorme, ubriaco, sul divano. La polizia non le fa nemmeno un test anti-stupro e con l’accusa di omicidio di primo grado la condanna all’ergastolo senza la condizionale. Per molti anni Stacey invia petizioni alla corte chiedendo una clemenza che le viene sempre negata. La ragazza ha addirittura dovuto sentire gli avvocati dichiarare che avrebbe mentito sugli abusi, poiché il vero movente dell’omicidio era stato il denaro. Poi, i media hanno iniziato una campagna pubblicitaria a suo favore, e ha potuto raccontare la sua storia da Montel Williams, Nancy Grace, e, infine, da Oprah Winfrey. “Andare davanti a un pubblico è stato il momento peggiore per me – racconta – è stato così vergognoso. Come avrei potuto essere in grado di guardare qualcuno negli occhi ancora? Ma poi l’ho fatto, e ho cominciato a ricevere lettere da tante persone, che mi sostenevano dicendo: ‘Lo avrei fatto anche io’”. Nel 2009, il governatore del Missouri ha commutato la condanna di Stacey, che ora cura Healing Sisters, un sito web per le vittime di abusi sessuali.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=111534

lunedì 21 febbraio 2011

CUNEO: PADRE INCESTUOSO ARRESTATO

LEGGO.IT
STUPRA FIGLIA MINORENNE:
UOMO ARRESTATO A CUNEO

Mercoledì 16 Febbraio 2011 - 14:15

CUNEO - Un uomo è stato arrestato dalla Polizia in Provincia di Cuneo con l'accusa di aver abusato della figlia minorenne. L'episodio - secondo le prime informazioni - risale alle settimane scorse. L'arresto è stato eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Cuneo su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Mondovì (Cuneo). Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Mondovì.
La violenza - è stato reso noto in una conferenza stampa in Questura - durava da circa tre anni. Si è consumata all'interno di una famiglia magrebina regolare: l'uomo, irreprensibile operaio in una ditta edile cuneese, è in Italia da venti anni, sua moglie da 15. La coppia ha tre figli, la più grande, oggetto della violenza, ha 17 anni; ci sono poi un ragazzo di 15 e una bambina di 10. A far scattare le indagini è stata una segnalazione arrivata alla Polizia dal Servizio d'ascolto sulle problematiche giovanili AL34 che opera nelle scuole cuneesi. La ragazza aveva raccontato a un operatore di subire violenze sessuali da parte del padre e di aver deciso di dirlo a qualcuno sia perchè le pretese del padre si erano fatte più pesanti, sia perchè temeva un destino simile anche per la sorellina di dieci anni sulla quale il padre sembrava aver messo gli occhi. Nel corso delle indagini è emerso che non vi sarebbero mai stati rapporti completi tra padre e figlia. Gli abusi, ha raccontato la ragazza, avvenivano fuori casa, in auto o altrove. L'uomo, per il quale è scattato l'ordine di custodia cautelare in carcere su richiesta del sostituto procuratore di Mondovì (Cuneo), Riccardo Baudinelli, nega ogni responsabilità e sostiene che la figlia si è inventata tutto.


http://www.leggo.it/articolo.php?id=106877

CALTANISETTA: STUPRO' FIGLIOLETTA CONDANNATO

LEGGO.IT
STUPRÒ FIGLIA MINORENNE,
CONDANNATO A DIECI ANNI
Mercoledì 16 Febbraio 2011 - 14:14

CALTANISSETTA - Agenti della Squadra mobile di Caltanissetta hanno arrestato A. F., 33 anni, pregiudicato, riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata commessa nei confronti della figlia minorenne. L'uomo è stato condannato a 10 anni di reclusione e alle pene accessorie della decadenza della patria potestà e dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. L'ordine di esecuzione di carcerazione emesso lunedì scorso dalla Procura di Caltanissetta. Le violenze, avvenute nel 2004, sono state scoperte dopo che un insegnante della scuola materna frequentata dalla piccola aveva notato che sia la bimba che la madre presentavano segni di percosse. Le indagini, effettuate dalla terza sezione della Squadra mobile si sono avvalse di servizi di pedinamento e osservazione. Fiume è stato rinchiuso nella casa circondariale di Caltanissetta.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=106876

giovedì 2 dicembre 2010

ABUSI SU BIMBA, ANCHE-IL PADRE FRA I CONDANNATI

LEGGO.IT
Mercoledì 1 Dicembre 2010

ABUSI SU BIMBA, ANCHE
IL PADRE FRA I CONDANNATI

Sei condanne: così si è concluso il processo contro un gruppo di persone accusate di aver commesso abusi sessuali ai danni di una bambina durante dei festini tra omosessuali che si travestivano da donna ai quali avrebbero preso parte anche il padre della piccola, un ex medico (rpt: medico) del Policlinico Gemelli e un sagrestano. Il presidente della IX sezione del tribunale penale collegiale, presieduti da Roberto Mendoza, accogliendo sostanzialmente le richieste del pm Roberto Staffa, ha disposto le seguenti pene: quindici anni di reclusione a Tommaso C., padre della bambina che avrebbe subito gli abusi per due anni, tra gli otto e i dieci anni, dieci anni a Marco Cagossi, all'epoca dei fatti professore associato e aiuto nella II divisione di chirurgia generale del Gemelli; otto anni e mezzo ciascuno a Gerardo Balascio, commerciante, Salvatore Blanco, già sagrestano, Gregorio Mangano, Giancarlo Savelli. Il tribunale ha anche disposto che la ragazzina sia risarcita in sede civile, stabilendo anche il pagamento, in solido da parte degli imputati, di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 150mila euro. Assolta invece una settima imputata, Francesca Innocenti, con la formula «per non aver commesso il fatto». Dopo la pronuncia della corte un imputato ha gridato «sono innocente, non ho fatto nulla». Le indagini scattarono nel 2001 dopo una denuncia della moglie separata di Tommaso C. che segnalava la delicata situazione in cui si era venuta a trovare la bambina a causa dell'abitudine del padre a travestirsi da donna. La stessa minore aveva poi raccontato ad uno psicologo di essere stata coinvolta nei giochi di «quegli adulti». Secondo l'accusa la bambina per due anni sarebbe stata costretta a subire le attenzioni del gruppo. Le contestazioni, comunque, sono sempre state respinte dagli imputati.



http://www.leggo.it/articolo.php?id=91126

venerdì 17 settembre 2010

STUPRÒ NIPOTE, FIGLIO LO UCCIDE E BRUCIA IL CORPO

LEGGO.IT

STUPRÒ NIPOTE, FIGLIO LO
UCCIDE E BRUCIA IL CORPO


Venerdì 17 Settembre 2010

Ha ucciso l'anziano padre che era stato condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di una nipote, picchiandolo e bruciandone il cadavere: un uomo di 44 anni di Mottola è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto per omicidio volontario aggravato e distruzione e occultamento di cadavere. I resti della vittima, di 83 anni, sono stati trovati nelle campagne di Mottola su indicazione dell'omicida, che ha reso piena confessione al termine di un lungo interrogatorio in questura. L'omicidio risalirebbe al 27 luglio scorso. Quel giorno il 44enne era andato a prendere il padre, che aveva ottenuto la revoca degli arresti domiciliari, da una casa di cura per anziani di Grottaglie. Lo ha accompagnato in un'abitazione di sua proprietà a Mottola e ha avuto con il genitore una violenta discussione culminata nell'omicidio. Il 44enne sospettava che il padre avesse fatto delle avances anche a sua figlia. Un tarlo fisso che lo aveva sconvolto tanto da indurlo a uccidere il padre. Gli altri famigliari aveva denunciato la scomparsa dell'anziano, ma solo ieri è stato ritrovato il cadavere. L'anziano è stato ucciso a mani nude e poi bruciato in un vecchio serbatoio di eternit, dov'è stato lasciato per 12 ore. Il fermo è stato disposto dal pm della Procura di Taranto Raffaele Graziano, che si è recato sul luogo del ritrovamento del cadavere insieme al medico legale Marcello Chironi.

MEDITAVA IL SUICIDIO L'uomo di 44 anni che ha ucciso il padre a Mottola stava meditando di togliersi la vita. Lo ha riferito la polizia in una conferenza stampa. Il fermato, a quanto si è appreso, aveva acquistato tre lettere con relative buste, sulle quali avrebbe dovuto presumibilmente scrivere un messaggio da lasciare alla moglie e ai figli, a un altro familiare e a un amico poliziotto. Le lettere, ancora in bianco, e le chiavi della cassaforte nella quale custodiva regolarmente alcuni fucili, sono state trovate nella sua auto. I famigliari dell'anziano ucciso avevano denunciato la scomparsa del loro congiunto il 20 agosto scorso. Da quel momento erano iniziate le ricerche degli inquirenti con perlustrazioni e l'acquisizione di testimonianze. Il figlio 44enne, imprenditore edile, sul quale si erano concentrati i sospetti, ieri pomeriggio è stato condotto in questura a Taranto e interrogato. «Dopo alcune ore - ha sottolineato il capo della Squadra mobile, Fabio Abis, nella conferenza stampa - l'uomo si è deciso a confessare liberandosi di un peso. Ci ha detto: ho subito tanto di quel male che non ce la facevo più. Poi ci ha raccontato della colluttazione con il genitore, che a un certo punto non dava più segni di vita, e del modo con il quale ha occultato il cadavere, bruciandolo, e utilizzando dei secchi per spostarlo in un altro luogo». «L'uomo, peraltro - ha concluso Abis - stava meditando di suicidarsi e lo aveva fatto intendere chiaramente alla moglie». (ANSA). YB6-MP 17-SET-10 14:35 NNN

L'anziano ucciso dal figlio a Mottola era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 9 dicembre 2009 con l'accusa di aver abusato ripetutamente della nipotina di 13 anni. In carcere finì invece la madre della ragazzina, una donna di 38 anni, che secondo gli investigatori avrebbe organizzato gli incontri ricevendo in cambio manciate di denaro. Il 13 luglio scorso il gup del Tribunale di Taranto Valeria Ingenito aveva condannato con il rito abbreviato a sei anni di reclusione l'anziano e a sei anni e otto mesi la madre della ragazzina, quest'ultima accusata di induzione e favoreggiamento della prostituzione ai danni della figlia. Fu proprio il 44enne fermato oggi per l'omicidio del padre a presentare una denuncia, dopo aver notato che l'anziano padre si era invaghito della nipote 13enne che quasi quotidianamente riceveva in casa e con la quale talvolta si appartava in un garage. Si scoprì così che la madre della ragazzina era complice e riceveva piccole somme di denaro. Nell'abitazione dell'anziano la polizia trovò numerose confezioni di viagra. La madre della tredicenne è attualmente rinchiusa nel carcere di Lecce.



http://www.leggo.it/articolo.php?id=80119

domenica 27 giugno 2010

Sesso tra padre e figlia, incesto scoperto dalla moglie: amanti condannati


Sesso tra padre e figlia, incesto scoperto dalla moglie: amanti condannati

18 giugno 2010


Stephen Paterson (44 anni), e Kirsty Paterson (26), rispettivamente papà e figlia: i due si sono incontrati per la prima volta nel 2008 e da allora vivono una storia d'amore e di sesso incestuosa

L’amore non ha regole, questo è risaputo, ma a volte supera anche i confini del moralmente accettabile, avviandosi verso giudizi di condanna da parte dell’opinione pubblica.

Non è il primo e non sarà di certo l’ultimo caso che racconta di un rapporto incestuoso in famiglia: ha sconvolto i media la recente storia di Pearl Carter e Philip Bailey, rispettivamente nonna e nipote, che hanno ammesso di vivere da tempo un intenso rapporto sentimentale, condito anche da una forte passione sessuale. I due presto diventeranno genitori, grazie all’aiuto di una madre surrogata, che si è lasciata fecondare dal seme di Philip.

Sulla scia di questa sconvolgente storia, ecco rimbalzata agli oneri della cronaca internazionale anche quella di Stephen Paterson (44 anni), e Kirsty Paterson (26), rispettivamente papà e figlia. Il primo incontro tra i due è avvenuto nel 2008: Kirsty fu messa al mondo dalla mamma, Sarah Louise Milne, quando già il padre non viveva più con loro. Diventata adulta, Kirsty ha poi fatto di tutto pur di scoprire chi fosse il padre e, quando ci è riuscita, si è trovata di fronte non solo l’uomo che l’ha generata ma anche un amante irresistibile.







La relazione tra loro è iniziata quasi subito e scoperta dalla seconda moglie di Stephen, la signora Rosemary, che insospettitasi del rapporto così stretto tra padre e figlia, ha pensato bene di leggere i messaggi sul cellulare di lui: messaggi inequivocabili. Si è subito diretta dalla polizia di Girvan, nell’Ayrshire, a sud della Scozia, denunciando la relazione tra il marito e la figlia. I due sono stati condannati a 16 mesi di carcere per incesto. Secondo la ricostruzione del magazine inglese The Sun, i due si sarebbe incontrati anche durante il processo, incuranti della condanna che stava per colpirli.

Che non crediate si tratti dell’ultima storia…

Danila Mancini





http://donna.fanpage.it/sesso-tra-padre-e-figlia-incesto-scoperto-dalla-moglie-amanti-condannati/

giovedì 24 giugno 2010

Violenta la figlia per vent'anni-Il padre-mostro scuote il Belgio

24/6/2010 (8:9) - ABUSI IN FAMIGLIA
Violenta la figlia per vent'anni
Il padre-mostro scuote il Belgio
L'uomo è stato arrestato
BRUXELLES
Un caso di "padre-mostro" scuote il Belgio: un uomo ha stuprato la figlia per 20 anni due volte al giorno. Le violenze sono iniziate quando la giovane aveva 14 anni e la moglie non è più riuscita a soddisfarlo. È quanto scrive il quotidiano Le Soir dopo l’arresto dell’uomo, che ha confessato il crimine. La storia ricorda quella dell’austriaco Josef Fritzl che stuprò e tenne segregata per 24 anni la figlia Elisabeth con cui ebbe 7 bambini.

Per 24 anni Elisabeth è stata rinchiusa nel nascondiglio sotterraneo costruito dal padre ingegnere, senza mai vedere la luce del sole, spesso costretta al buio. Violentata almeno 3mila volte, secondo la ricostruzione processuale, ha messo al mondo sette figli. Due erano gemelli ed è uno di questi che è morto ed è stato poi bruciato dal padre nella stufa. Gli altri sei hanno oggi un’età compresa fra i cinque e i 19 anni. A far scoprire la terribile vicenda è stata la malattia della maggiore, Kertsin. Per evitarne la morte, il padre è stato costretto a portarla, ormai incosciente, in ospedale.

Ora Elisabeth e i figli vivono in un luogo protetto dove le autorità li aiutano a ricostruirsi una vita. L’esame del Dna ha confermato che tutti i figli di Elisabeth sono frutto d’incesto. La storia ha lasciato l'Austra intera sotto choc.


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201006articoli/56165girata.asp

venerdì 11 giugno 2010

Brasile, segrega e stupra la figlia

Brasile, segrega e stupra la figlia
10/6/2010

Preso pescatore:ha avuto 7 figli-nipoti
Anche in Brasile spunta un caso Fritzl. La polizia ha scoperto che un pescatore 54enne, José Agostinho Pereira , ha segregato la figlia per 12 anni, violentandola ripetutamente e avendo da lei sette bambini. Ma l'orrore non finisce qui. L'uomo è infatti accusato di aver abusato anche di una delle figlie-nipoti. Le violenze sono avvenute in un'isola sperduta nello stato di Maranhao.



La figlia del mostro, ora 28enne, è stata tenuta prigioniera in una capanna situata in una zona molto impervia della giungla, raggiungibile soltanto con una canoa. Le violenze, stando agli investigatori che hanno scoperto la terribile storia, sono iniziate nel 1998, quando la moglie di Pereira andò via da casa, lasciando il marito.

Per dodici anni l'uomo ha stuprato la figlia. Dai ripetuti rapporti incestuosi sono nati sette bambini, tre maschi e quattro femmine. I bibmi, di età apparente tra i 2 mesi e i 12 anni, sono stati trovati dalla polizia tutti malnutriti e in pessime condizioni fisiche e psichiche. Nessuno di loro è mai uscito dalla capanna, non sanno leggere e hanno enormi diffocoltà a comunicare tra di loro o con altre persone. Una delle figlie-nipoti, stando all'ispettore Jair Lima de Paiva, sarebbe stata inoltre oggetto di alcune attenzioni sessuali da parte del nonno-padre.

Una storia di miseria, emarginazione e violenza che fa rivivere la vicenda del mostro di Amstetten. José Agostinho Pereira è stato arrestato, ma non è stato ancora denunciato formalmente. Per la legge brasialiana, infatti, i pubblici ministeri possono sporgere denuncia soltanto dopo la conclusione delle indagini.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo483727.shtml

martedì 24 novembre 2009

QUANDO I GENITORI SONO MOSTRI

CENTRO DI SOLIDARIETA' CRISTIANA




QUANDO I GENITORI SONO MOSTRI

Riflessione di Rebecca Oren, esperta in problemi familiari e sociali

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LA STORIA DI ANNA SU MATTINO 5
19 Novembre 2009

Federica Panicucci intervista una ragazza che per anni ha subito orribili violenza a casa sua
da parte del padre, fratello e uomini estranei, con la complicità della madre.

Federica legge qualche rigo della lettera che Anna ha scritto a sua madre;
"Una madre non entra in una stanza dove c'è la figlia chinata sul padre e dice fate piano
perché devo dormire, una madre non se ne va, una madre salva sua figlia.
Tu non sei una madre, non so cosa sei, ma sono sicura che non sei una madre"

Ecco che Anna inizia a raccontare; su padre ha cominciato a picchiarla e violentarla
quando lei frequentava l'asilo, non ricorda bene se aveva 3, 4, 5 anni.
Quando era piccola gli abusi avvenivano una volta la mese, poi col passare degli anni,
sono diventati giornalieri, non solo iniziando da quando frequentava le elementari fino
alle superiori, tornando da scuola, trovava un uomo nella sua stanza,
con il quale si concedeva dopo che la madre chiudeva la porta.
I genitori contattavano questi uomini estrani con cui la figlia andava.
La madre sapeva, vedeva, sentiva e faceva finta di nulla.
Un giorno Anna aveva 8 anni ed aveva dei lividi, la madre gli dice di coprirsi,
perché se la vede la maestra, lei e suo padre vanno in carcere, mentre lei e il fratello vanno
a finire in un orfanotrofio, ma mentre suo fratello si salverà, qualcuno lo prenderà,
lei non si salverà, nessuno può volerla.
Ogni volta che la madre vedeva Anna violentata dal padre, era come offesa, tanto
che Anna doveva chiederle scusa e cercare di fare qualcosa per avere un suo saluto.
Quindi sua madre ha pure questo aspetto silenzioso ed offeso.

Suo fratello sapeva degli abusi, e credeva fossero cose normali, ecco che una volta
è costretto anche lui ad abusare della sorella, perché glielo chiede il padre,
poi però non accade più.


Anna subira queste violenze, fino al giorno in cui scapperà di casa, dopo aver trovato
delle persone che hanno capito il suo problema.
Anna è salva, sta bene, però è stata per 4 anni dallo psicologo, che l'ha aiutata a
rimuovere i sensi di colpa.

Anna dice che dall'inizio gli abusi da parte del padre gli sembravano cose anormali,
specialmente quando alle elementari, sentiva le altre bambine raccontare quello
che facevano con i genitori, come che il fine settimana andavano al mare.
Comunque Anna credeva che gli abusi che subiva erano cose che si fanno normalmentein famiglia.
Anna non poteva ribbellarsi e nemmeno piangere, il padre la picchiava,
e avrebbe peggiorato le cose, quindi Anna accettava tutto questo in silenzio.

Questa è la storia , per molti spetti è incredibile, un esempio; i bambini piccoli se vogliono
un giocattolo o un dolcetto, piangono, e se i genitori li picchiano, piangono più forte.
Non è normale che una bambina di 3 anni abbia rapporti sessuali con il padre che
la picchia per violentarla, e poi vive e cresce normalmente, mangia, va a scuola cresce.
Ci sono bambini che in situazioni famigliari dolorose, lutti, miseria, ed altro, non mangiano,
non studiano e non giocano, sono traumatizzati.
Come è possibile che Anna ha sopportato che il padre la picchi, la violenti la minacci,
come è possibile che Anna si faccia stuprare dal fratello, e poi da estranei ?
Come gestiva Anna la sua intimità, a 3 anni come si può capire di pulizia intima?
Quindi la piccina aveva le sue parti intime sporche e maleodoranti, non sappiamo
se la madre la lavava, povera bambina ha rischiato malattie ed infezioni.
Anna si è trovata in competizione con la madre, tradiva sua madre, andava a letto con
il marito di suo madre, Anna era l'amante di suo padre, sempre costretta ad esserlo.
Tutto questo non è normale, Anna è una bambina particolare, eppure chiede scusa
alla madre se la vede insieme al padre ad avere rapporti sessuali, questo chiedere
scusa, dimostra che Anna si sente colpevole, infatti per rimuovere questi sensi di colpa
Anna deve ricorrere allo psicologo.
Anna ha subito un forte trauma, e quindi aveva le idee confuse che le impedivano di reagire,
scappare di casa, parlare con le amiche o altri parenti.
I genitori di Anna sono dei mostri. Speriamo che la legge con loro sia severa perché
quello che hanno fatto non lo fanno nemmeno gli animali, i quali in genere si prendono
cura amorevole verso la loro prole.
L'uomo certe volte è un mostro, l'animale più crudele è pericoloso.

I questi anni stanno venendo allo scoperto molte storie di bambine anche in tenera età
violentate dal padre, sia in Italia che all'estero.
Ci sono molte organizzazioni anti-pedofilia, ma questo problema si risolve solo se in ogni
famiglia regna la religione cristiana, solo il cristianesimo con i suoi principi ed insegnamenti
può salvare i bambini e le famiflie dalla pedofilia e dall'incesto.
Infatti incesto e pedofilia predominano specie in quelle famiglie senza religione,
dove c'è ignoranza, alcolismo,droga e malattie mentali.

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Un abuso familiare
19/11/2009
La drammatica testimonianza di una ragazza che per anni
ha subito violenze sessuali dal padre.


http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=mattino_5&data=2009/11/19&id=12888&from=link

http://groups.google.com/group/centro-di-solidarieta-cristiana?hl=it

sabato 17 ottobre 2009

Orrore a Varese, violenta la figlia per 24 anni

Le violenze sono continuate anche dopo il matrimonio e la maternità della giovane
Orrore a Varese, violenta la figlia per 24 anni e si giustifica: ''Lei ci stava". Abusi anche sulla nipotina

ultimo aggiornamento: 16 ottobre, ore 18:11
Milano - (Adnkronos) - L'uomo, un operaio di 60 anni, è finito dietro le sbarre. Tutto è venuto alla luce ad agosto quando la piccola ha chiesto alla madre se dalle analisi del sangue era possibile sapere se una donna era incinta.

Milano, 16 ott. (Adnkronos) - Ha abusato della figlia per ventiquattro anni. Poi ha cominciato a farlo con la nipotina, una bimba che non aveva ancora compiuto i nove anni. E avrebbe continuato a rovinare la vita di quella che era la sua famiglia se la piccola non avesse fatto capire quello che le stava succedendo alla mamma la quale, da vittima di 'lunga data', ha capito subito che l'orrore che aveva provato e che ancora provava lei stava ricadendo anche sulle spalle di sua figlia. Così una verità tanto terribile è emersa in tutta la sua crudezza e per l'uomo si sono aperte le porte del carcere.


Lui è un uomo di 60 anni, transfrontaliere operaio in una ditta in Svizzera, incensurato, sposato e con due figli, un ragazzo che a un certo punto ha intuito la tragedia che si consumava in famiglia e una figlia resa vittima della sua follia sessuale. Gli agenti della Squadra Mobile di Varese dopo una lunga attività investigativa lo hanno arrestato per abusi sessuali nei confronti della figlia, appunto, e della nipotina.

Tutto è venuto alla luce ad agosto quando la piccola ha chiesto alla madre se dalle analisi del sangue era possibile sapere se una donna era incinta. Una domanda anomala per una bimba di neanche dieci anni. Troppo insolita per non far insospettire la madre che con insistenza e pazienza è riuscita a farsi dire dalla bambina quello che le era successo. Così la piccola ha raccontato di come il nonno, un anno e mezzo prima, avesse compiuto atti sessuali con lei. Si trovavano da soli, nel garage di casa. E, dopo, lui l'ha minacciata dicendole che se avesse detto qualcosa a sua madre non le avrebbe più voluto bene.

Il giorno dopo, la madre, insieme al marito e al fratello, ha affrontato il padre: inizialmente lui ha negato tutto ma poi, incalzato dal racconto e dalle domande, ha confessato di aver abusato della nipote. Così i genitori lo hanno denunciato, anche se il nonno aveva già deciso di presentarsi spontaneamente in Questura per raccontare nei dettagli quello che aveva fatto alla piccola all'interno del garage. Le indagini venivano affidate al sostituto procuratore Politi. Ma quello che già di per sé sembrava un dramma non era ancora finito.

Interrogata, alla presenza dei genitori, dagli agenti della Squadra Mobile la bimba ha raccontato un secondo episodio di abusi avvenuti, in questo caso, in casa del nonno. Ed è a questo punto che lo zio della piccola, ascoltato per ricostruire la sera in cui sono avvenuti gli abusi da parte del padre, ha raccontato tutti i suoi sospetti, sul padre e la sorella. E così è emersa la storia tragica della madre della bimba, oggi una giovane donna poco più che trentenne, che dall'età di sei anni ha dovuto subire gli abusi del padre, due, tre volte al mese, per ventiquattro anni.

Anche lei, all'inizio, era stata minacciata: se lo racconti dirò alla mamma che è stata colpa tua, che sei tu a provocarmi. E lei, a furia di sentirselo ripetere, ci deve aver creduto e per tutta una vita ha taciuto quello che il padre le faceva subire anche una volta sposata, anche dopo essere diventata mamma. Lei alla fine sembrava aver accettato quell'orrore ma si era fatta giurare dal padre che mai avrebbe toccato la sua bambina. Altrimenti avrebbe parlato.

Così, scoperto cosa quell'uomo aveva fatto anche a sua figlia, ha deciso di raccontare tutto quello che aveva dovuto passare, e ha riempito pagine e pagine di verbale raccontando decenni di abusi nascosti alla madre che ha scoperto di aver avuto al fianco un mostro solo ora. Sulla base degli elementi raccolti, il pm ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto che è stato eseguito l'altro giorno.

E ieri il gip Fazio ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo, intanto, ha confessato tutto anche se a modo suo, fino all'ultimo, e davanti agli inquirenti si è giustificato dicendo, che tutto sommato "mia figlia ci stava".

''Per uomini simili è possibile soltanto auspicare cure obbligatorie e carcere a vita'' dice il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia.

Per Marziale ''la pedofilia non è solo quella emergente da Internet, ma buona parte continua a consumarsi entro le mura domestiche ed è quella più difficile da fronteggiare, complice l'assoggettamento psichico delle vittime nei confronti degli abusanti. Ci troviamo al cospetto di un crimine contro l'umanità, che non può più limitarsi al mero biasimo''.


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Orrore-a-Varese-violenta-la-figlia-per-24-anni-e-si-giustifica-Lei-ci-stava-Abusi-anche-sulla-nipotina_3884515516.html


Abusa per 20 anni della figlia
Varese, poi passa alla nipote:preso
Un sessantenne ha abusato della figlia per 20 anni, anche dopo che questa si era sposata, poi ha iniziato a farlo con la nipotina di 8 anni. Quando la bambina ha fatto capire alla mamma che anche lei era vittima delle attenzioni del nonno, la donna l'ha denunciato. Gli agenti della Squadra Mobile di Varese hanno così arrestato il lavoratore frontaliero per abusi sessuali nei confronti delle due congiunte.


"Mamma dalle analisi del sangue si scopre se sono incinta?". E' bastata questa domanda della bambina per far venire a galla una storia allucinante. L'ennesimo e triste caso di pedofilia e violenza in famiglia. Tutto inizia quando la piccola comincia ad accusare disturbi alimentari. La mamma la porta a fare dei controlli, ma la bimba le chiede se c'è il rischio che sia incinta. La donna capisce tutto. E' una storia che conosce bene. Prima di riporre le sue attenzioni sulla bambina, infatti, il padre 60enne aveva già abusato per vent'anni proprio di lei. Questa volta però decide di affrontare il padre, di chiedere spiegazioni e, insieme ai fratelli, di mettere l'uomo alle strette.

Il nonno, messo di fronte alle sue responsabilità, ammette di aver palpeggiato la nipote in garage. La mamma della piccola avvisa la polizia. Il 60enne rende spontanee dichiarazioni che confermato gli abusi e se ne va di casa, tornando dalla madre, in Svizzera. Intanto emerge anche un secondo episodio, avvenuto nel 2007, nella camera da letto dell'uomo, dove si sarebbe anche masturbato davanti alla bambina.

Ma non è tutto qui. Sentendo i familiari, la polizia arriva a un altro pezzo di verità. Lo zio racconta che da piccolo intuì che il padre violentava la sorella. La polizia indaga, e scopre che è tutto vero. Fin dall’età di otto anni, l’operaio aveva abusato della figlia, e i rapporti, forse in uno stato di soggezione psicologica, erano continuati fino a poco tempo fa, anche dopo il matrimonio. Al fratello i primi sospetti gli sarebbero venuti dal fatto che sempre più spesso il padre dormiva con la sorella: "Un giorno mi nascosi sotto il letto di papà e ho scoperto tutto". Così anche la donna si libera di quel pesante "fardello" che si trascina da 20 anni: abusi che sarebbero proseguiti anche dopo il suo matrimonio. Con rapporti, talvolta, completi. Mediamente tre volte alla settimana.

Intimidita e minacciata dal padre, la donna per vent'anni aveva taciuto. "Dico tutto alla mamma, che mi istighi, che mi provochi", le diceva il padre. E così subiva in sielnzio. Un silenzio che, una volta adulta, la donna aveva scambiato con la promessa che il padre non toccasse la nipotina. Una prmessa che però non ha mantenuto. "Non ho fatto nulla di male. Loro ci stavano. Erano contente", ha dichiarato l'uomo subito dopo essere stato arrestato.


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo463259.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

lunedì 12 ottobre 2009

«Mio padre mi ha drogata e stuprata»

USA, la rivelazione allo show di oprah winfrey
«Mio padre mi ha drogata e stuprata»
Il racconto nel libro «High Arrival» di Mackenzie Phillips, attrice e figlia del musicista John, dei «Mamas & Papas»
LOS ANGELES - «Quando avevo 11 anni mio padre mi fece provare la cocaina. A 17 -18 mi stuprò ». Con questa confessione-choc resa durante la trasmissione televisiva «The Oprah Winfrey Show», Mackenzie Phillips, attrice e personaggio televisivo americano, figlia di John Phillips, membro della storica band anni '60 «The Mamas & The Papas», ha lasciato l'intera America senza fiato: Mackenzie, che oggi ha 49 anni e che nella sua carriera ha interpretato celebri film come American Graffiti e sitcom come One Day at A Time, è stata ospite al celebre talk show per presentare High on Arrival, autobiografia che promette di essere davvero esplosiva.

RELAZIONE LUNGA 10 ANNI - Secondo quanto ha dichiarato la quarantanovenne suo padre la violentò anche la notte prima al suo matrimonio con Jeff Sessler, membro dell'entourage dei Rolling Stones. «Alla vigilia del mio matrimonio, mio padre si presentò, deciso a fermarlo», ha ricordato l'attrice in un passaggio. «Quella notte presi una tonnellata di pasticche, cosa che fece anche mio padre. Alla fine sono svenuta nel suo letto». L'attrice racconta nel libro: «Mio padre non era un uomo con dei limiti», scrive la Phillips. «Era pieno d'amore ed era dipendente dalle droga». Il matrimonio con Sessler sarebbe durato appena due anni e poi Mackenzie avrebbe avuto una vera e propria relazione col padre che durò circa 10 anni. «Fu come vivere la sindrome di Stoccolma, quando ti innamori del tuo rapitore. Provavo un grande amore per mio padre». La quarantanovenne ha raccontato che la relazione incestuosa terminò quando scoprì di essere incinta. Allora decise di abortire e non si fece più toccare da suo padre.

LA DROGA - La Phillips ha anche spiegato, durante il talk show condotto da Oprah Winfrey, la prima volta che suo padre le fece provare cocaina: «Mi ricordo che stavo in camera mia, ero accovacciata sul pavimento. Mio padre mi mise l'ago nel braccio e cominciò a iniettare la droga. A un certo punto perse la vena e il mio braccio divenne insensibile». Durante la loro lunga relazione sia l'attrice sia il padre erano completamenti succubi della droga: «Un giorno mi disse: "Potremmo scappare via in un paese dove nessuno ci potrà giudicare. Ci sono posti dove l'incesto è accettato. Forse le isole Fiji". Era completamente fuori di testa».

PERDONO - John Phillips, che negli anni sessanta aveva ottenuto un grande successo con il suo gruppo grazie a canzoni come «California Dreamin'» e «Monday, Monday», morì nel 2001 per un attacco cardiaco. Mackenzie lo ha perdonato sul letto di morte perché alla fine era «un uomo completamente distrutto». La donna, che nel corso della sua vita si è sposata tre volte, ha continuato ad avere problemi di droga fino all'anno scorso quando fu arrestata all'aeroporto di Los Angeles per possesso di cocaina. La sorella dell'attrice, Chynna, ha detto di credere alla confessione di Mackenzie: «Non so se è vero che l'abbia violentata, ma credo che abbiano realmente avuto una relazione per 10 anni». Di diverso avviso Genevieve Waite, moglie del padre al tempo della relazione incestuosa: «Poteva essere drogato o ubriaco, ma non avrebbe mai avuto una relazione con sua figlia»

Francesco Tortora

http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_24/philips-stupro-tortora_ddf1eb0e-a920-11de-aaa2-00144f02aabc.shtml

Stupra la figlia per 30 anni:arrestato un 60enne australiano

Stupra la figlia per 30 anni:
arrestato un 60enne australiano

Proprio come l'austriaco Josef Fritzl: un uomo in Australia ha abusato della figlia e dalle violenze sono nati quattro figli. Ora dovrà rispondere di circa 80 capi d'imputazione, fra cui stupri e minacce

E' un caso simile a quello dell'austriaco Josef Fritzl, che tenne rinchiusa la figlia per 24 anni avendo con lei sette figli: un uomo è stato arrestato in Australia e incriminato di una serie di reati di sesso e di incesto commessi con la figlia in un arco di 30 anni. L'uomo, oltre 60 anni, dovrà comparire in tribunale in novembre, per rispondere di circa 80 capi d'imputazione, fra cui stupri e minacce di morte. I test del dna avrebbero stabilito che l'uomo è il padre dei quattro figli della donna, uno dei quali morto poco dopo il parto, tutti nati in ospedale ma senza il nome del padre sui certificati di nascita. La notizia è stata rivelata in esclusiva dal quotidiano di Melbourne Herald Sun, secondo cui l'uomo aveva iniziato a stuprare la figlia quando aveva ancora 11 anni, minacciandola di violenze contro la madre. E' stato arrestato in febbraio, dopo che la figlia aveva raccontato tutto a un poliziotto, ma un tribunale aveva emesso un ordine di soppressione. Il ministro dei servizi alla comunità, Lisa Neville, ha ordinato un rapporto urgente sul caso: "Non so quale coinvolgimento abbiano avuto la polizia, il mio dipartimento o altre agenzie, negli ultimi 30 anni", ha ammesso.

Giovedì 17 settembre 2009 04.09



http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/145225

venerdì 1 maggio 2009

Per dieci anni violenta i suoi quattro figli: padre 39enne arrestato insieme al suo compagno

Per dieci anni violenta i suoi quattro figli: padre 39enne arrestato insieme al suo compagno
pubblicato: giovedì 09 aprile 2009 da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale
Puglia-Taranto

Dieci anni di abusi sessuali da parte del padre e del suo nuovo compagno: è quello che sono stati costretti a subire quattro minorenni, che alloggiavano in una casa famiglia a Taranto e trascorrevano il fine settimana con il genitore.

Da quanto è emerso fin’ora le quattro vittime sarebbero un ragazzo di 21 anni, una ragazza di 19 e due gemelli (maschio e femmina) di 16 anni: le violenze sarebbero iniziate quando questi ultimi avevano solo 5 anni e sarebbero andate avanti fino al 2007.

I ragazzi venivano prelevati due per volta dalla casa famiglia dal padre, 39 anni, e dal suo compagno 58enne: li stordivano, «mettevano qualcosa nel latte o nel succo di frutta e poi ci costringevano a bere. Dopo qualche minuto non capivamo più niente», ed abusavano di loro.

http://www.crimeblog.it/post/2462/per-dieci-anni-violenta-i-suoi-quattro-figli-padre-39enne-arrestato-insieme-al-suo-compagno

Tivoli, sorelle denunciano il padre: "Violentate per 10 anni"

arrestato mentre preparava la fuga
Tivoli, sorelle denunciano il padre: "Violentate per 10 anni"

Le due sorelle di 17 e 18 anni si sono rivolte ai Carabinieri, stanche delle violenze subite, denunciando 10 anni di abusi sessuali subiti da parte del padre.



Per dieci anni ha abusato delle figlie che ora hanno 17 e 18 anni ma le due sorelle stanche delle violenze si sono rivolte ai carabinieri e lo hanno denunciato. L'uomo, un romano di 40 anni, è stato fermato per violenza sessuale da carabinieri della compagnia di Tivoli, in provincia di Roma.


Il 40enne operaio è stato bloccato dai carabinieri nella sua abitazione mentre stava preparando la valigia, probabilmente, per allontanarsi. Il fermo è stato convalidato dal gip del Tribunale di Roma ieri, confermando la custodia cautelare in carcere a Rebibbia.




http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/2009/03/13/1000781-tivoli_sorelle_denunciano_padre_violentate_anni.shtml



l'uomo smascherato dalle figlie, che oggi hanno 17 e 18 anni
Roma, due sorelle denunciano il padre
«Ci ha violentate per dieci anni»
Arrestato un operaio 40enne. Solo qualche giorno fa la madre è stata messa al corrente dalle figlie degli abusi


ROMA - Per anni hanno vissuto un inferno, ora hanno deciso di ribellarsi e mettere la parola fine a un incubo iniziato quando erano bambine. Due sorelle di 17 e 18 anni hanno denunciato il padre ai carabinieri: per dieci anni l'uomo ha abusato sessualmente delle figlie. L'operaio 40enne è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata.

FUGA - Quando i militari sono arrivati nella sua abitazione, l'uomo stava preparando la valigia, forse per organizzare la fuga. Il 40enne è stato sottoposto a fermo che il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato, confermando la custodia cautelare in carcere a Rebibbia. Le due ragazze violentate dal padre sono rimaste con la propria madre nella loro abitazione alla periferia est di Roma, oltre il raccordo anulare.

LA DENUNCIA - In base alle prime informazioni fornite dagli inquirenti, che sulla vicenda mantengono assoluto riserbo, la denuncia delle due ragazze risalirebbe ad appena qualche giorno fa: le sorelle, accompagnate dalla madre (che solo qualche settimana prima era stata messa al corrente dalla figlie di quanto accaduto per tanto tempo), hanno fornito ai militari una versione dei fatti talmente circostanziata e puntuale della vicenda da permettere ai militari di svolgere indagini lampo. Gli abusi si sarebbero protratti per dieci anni, senza mai interrompersi, anche se negli ultimi due-tre anni le violenze erano avvenute in maniera più sporadica. Ora le sorelle sono assistite da un team di psicologi.

R. Fri
13 marzo 2009


http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_13/roma_abusi_sessuali_su_figlie_39fcd754-0fa9-11de-948b-00144f02aabc.shtml

Sei anni di reclusione per il padre che abusò dei figli

TICINO/ITALIA

Sei anni di reclusione per il padre che abusò dei figli

SONDRIO - Condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti dei propri figli di quattro e otto anni. Questa la sentenza decisa ieri dai giudici di Sondrio nei confronti di un Valtellinese di 47 anni che da qualche anno vive a Massagno. Gli abusi risalgono al 2002, prima che l’uomo si separasse dalla moglie e si trasferisse in Ticino, dove attualmente lavora.



Come riporta la RSI, i fatti sono avvenuti in Val Chievenna e ad incastrare l’uomo sarebbero stati alcuni filmati degli abusi, ripresi con una videocamera. La sentenza di primo grado ha decretato, oltre alla revoca della patria potestà, il pagamento di 100 mila euro per ciascuno dei figli e 50 mila euro per la moglie.

http://wildgreta.wordpress.com/2009/04/25/sondrio-padre-abuso-e-filmo-abusi-sui-figli-condannato-a-6-anni/



TICINO/ITALIA
Sei anni di reclusione per il padre che abusò dei figli




SONDRIO - Condannato a sei anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti dei propri figli di quattro e otto anni. Questa la sentenza decisa ieri dai giudici di Sondrio nei confronti di un Valtellinese di 47 anni che da qualche anno vive a Massagno. Gli abusi risalgono al 2002, prima che l'uomo si separasse dalla moglie e si trasferisse in Ticino, dove attualmente lavora.



http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=456522&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3

Come riporta la RSI, i fatti sono avvenuti in Val Chievenna e ad incastrare l’uomo sarebbero stati alcuni filmati degli abusi, ripresi con una videocamera. La sentenza di primo grado ha decretato, oltre alla revoca della patria potestà, il pagamento di 100 mila euro per ciascuno dei figli e 50 mila euro per la moglie.


25 04 2009

sabato 14 febbraio 2009

NOTIZIE D'INCESTO ANCHE A SAN VALENTINO

Roma | 14 febbraio 2009
Molfetta, abusava della figlia 14enne. Arrestato



"Meglio che lo faccia io prima che lo facciano gli altri". Anche questo diceva a sua figlia appena quattordicenne per giustificare gli abusi sessuali cui la sottoponeva. L'uomo, un giovane padre di 34 anni che è stato arrestato questa mattina, aveva ridotto la figlia in stato di totale soggezione, minacciandola, picchiandola e ricattandola. Se la ragazza cercava di sottrarsi alle sue attenzioni, lui le vietava uscire di casa, di usare il motorino e le negava la paghetta.

La ragazza, dopo avere subito per quasi un anno si è confidata con una sua parente e poi con un ufficiale donna dei carabinieri e una psicologa che l'hanno aiutata a denunciare tutto. Del caso si è occupato il sostituto procuratore di Trani Mirella Conticelli che ha ottenuto dal gip un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell'uomo con l'accusa di violenza sessuale, minacce, maltrattamenti e lesioni personali.

La ragazza da piccolissima è stata cresciuta dalla nonna materna poichè i genitori, divenuti tali appena ventenni, si erano separati subito. La mamma vive con un nuovo compagno. Circa un anno fa, la ragazza era andata a vivere con il padre dopo che l'uomo era uscito di prigione avendo finito di scontare una condanna per reati legati al traffico di stupefacenti. Per lei si è trattato di un anno d'inferno.

Il padre la obbligava ad avere rapporti sessuali sostenendo che oramai era tempo e che se non con lui lo avrebbe fatto con altri. Se la ragazza si opponeva lui la picchiava e la segregava in casa, le impediva di vedersi con le amiche, di fare una vita normale.

La ragazzina, dopo avere subito per circa un anno, ha confidato i soprusi alla nonna e poi a persone esperte che l'hanno aiutata a superare la vergogna e la paura e a denunciare. Ora è andata a vivere con la madre, ma sarà il Tribunale per i minorenni a stabilire se questa sarà la dimora idonea per restituirle serenità e per garantirle una crescita armoniosa.

In questa vicenda e nelle indagini gli investigatori e i magistrati hanno seguito un 'protocollo di indagine per i reati di violenza sessuale o contro minori', redatto da due sostituti della procura di Trani, Mirella Conticelli e Carla Spagnolo che si è rivelato - hanno sottolineato gli investigatori - molto utile per vincere la reticenza e la vergogna della vittima.



http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=106676





Roma | 24 gennaio 2009
Padre abusa della figlia 12enne; zio stupra nipotine di 8 e 5 anni. Arrestati a Palermo e a Napoli


Gli agenti della squadra mobile di Palermo, hanno eseguito ieri l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Termini Imerese Guglielmo Castiglia su richiesta del pm, nei confronti di un uomo di 40 anni, incensurato, accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia dodicenne.

Il padre ha tentato di violentare la figlia mentre la madre era in ospedale ad assistere un altro figlio malato. Ma l'episodio si e' poi ripetuto nel tempo. La madre ha saputo la verità e ha lasciato il marito, rifiutandosi però di sporgere denuncia. L’ha fatto la psicologa che ha avuto in cura la bimba. Gli agenti della sezione specializzata della squadra mobile di Palermo hanno avviato le indagini. Ricostruita la vicenda, il gip ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'uomo, eseguita ieri.

Nei giorni scorsi, sempre la sezione specializzata della squadra mobile di Palermo, ha eseguito inoltre tre ordini di esecuzione per la carcerazione di tre persone, condannate a pena definitiva per violenza sessuale ai danni di minori di 10 anni.

Violentava le nipotine
Un uomo di 28 anni e' stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata. L'uomo e' accusato di avere commesso violenza sessuale nei confronti delle nipotine di 8 e 5 anni figlie di una sorella. A carico dell'indagato e' stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare su richieste dei pm della procura di Napoli. Gli stupri avvenivano di notte: l'indagato le prelevava a turno dal loro letto, le portava nel suo e poi ne abusava. Le violenze sarebbero andate avanti dal 2004 al 2006.



http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=102607

martedì 4 novembre 2008

DUE MOSTRUOSI CASI D'INCESTO IN POLONIA SCOPERTI A SETTEMBRE 2008

DUE MOSTRUOSI CASI D'INCESTO IN POLONIA SCOPERTI A SETTEMBRE 2008
PRIMO CASO

REPUBBLICA.IT
La 21enne sarebbe stata segregata per 6 anni e avrebbe avuto 2 figli dal genitore
Il 45enne arrestato dopo un tentativo di fuga verso l'Italia. Rischia 15 anni di carcere
Donna reclusa e stuprata dal padre in Polonia




La polizia polacca scorta l'uomo accusato di segregazione e stupro della figlia 21 all'uscita dal tribunale

VARSAVIA - Un uomo di 45 anni è stato arrestato nella Polonia orientale, per avere sequestrato e abusato per sei anni di sua figlia, che ha oggi 21 anni, una vicenda che ricorda quella della "casa degli orrori" dell'austriaco Josef Fritzl.

Secondo quanto reso noto dalla polizia locale di Siemiatycze, la giovane, tenuta segregata in casa dal padre, avrebbe anche partorito nel 2005 e 2007 due bambini, lasciati in ospedale per l'adozione. I bambini potrebbero essere frutto della relazione incestuosa col genitore. La donna ha raccontato alla polizia che l'uomo l'aveva costretta ad abbandonarli, dopo averla accompagnata al parto. La figlia si era presentata la settimana scorsa alla polizia di Siematycze insieme alla madre, denunciando che il padre la violentava dall'età di 15 anni e le impediva di lasciare la casa. La giovane aveva lasciato la scuola a 14 anni. Subito dopo per lei era cominciato un inferno famigliare. Il padre aveva cominciato a violentarla, a legarla e a minacciarla con un coltello.

Dopo la denuncia, l'uomo è fuggito e, secondo l'agenzia France Press, voleva raggiungere l'Italia. La polizia tuttavia l'ha arrestato in una altra città polacca, Siedlce, nel centro del paese. Ora rischia una condanna a 15 anni per violenza sessuale e sequestro di persona. Al momento il tribunale gli ha inflitto un fermo di tre mesi. La figlia è ospite di alcuni famigliari e riceve assistenza psicologica.

La vicenda polacca richiama quella venuta alla luce quest'anno in Austria, nella cittadina di Amstetten. Un uomo di 73 anni, Josef Fritzl, aveva tenuto segregata la figlia per 24 anni in una cantina-prigione sotto casa, violentandola e facendole partorire sette figli.


(8 settembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/polonia-segregazione/polonia-segregazione/polonia-segregazione.html

RAINEWS24.IT

Varsavia | 9 settembre 2008
Incesto e segregazione, un altro padre mostro in Polonia


Un caso simile a quello di Josef Fritzl
Un uomo di 45 anni e' stato arrestato nella Polonia orientale, per avere sequestrato e abusato per sei anni di sua figlia, che ha oggi 21 anni, una vicenda che ricorda quella della "casa degli orrori" dell'austriaco Josef Fritzl.

Secondo quanto reso noto dalla polizia locale di Siemiatycze, la giovane, tenuta segregata in casa dal padre, avrebbe anche partorito nel 2005 e 2007 due bambini, lasciati in ospedale per l'adozione. I bambini potrebbero essere frutto della relazione incestuosa col genitore. La donna ha raccontato alla polizia che l'uomo l'aveva costretta ad abbandonarli, dopo averla
accompagnata al parto.

Secondo il racconto della vittima, fino a due anni fa la sua famiglia, composta dalla madre Teresa, il padre Krzysztof e il fratellino Jan, abitava a Pasikurice, in Bassa Slesia. Dopo il primo stupro subito dal padre, Alicja ha confessato tutto alla madre la quale pensava inizialmente di divorziare. Poi pero' e' stata picchiata e minacciata dal marito e non ha fatto piu'
nulla per denunciare il crimine.

Dal racconto della giovane a Fakt, il quotidiano del gruppo editoriale tedesco Axel Springer, risulta che il padre la violentava due, tre volte la settimana "come se fosse sua moglie". Diverse volte Alicja B. ha cercato anche di fuggire da casa ma il padre e' riuscito sempre a ritrovarla. Qualche volta la rinchiudeva nella sua stanza togliendo la maniglia.

Dopo il trasferimento della famiglia a Grodzisk, nella zona di Siemiatycze (Polonia orientale), Alicja B. e' riuscita ad avere un fidanzato. Il padre era pero' geloso della relazioni e l'ha costretta a seguirlo in Belgio dove ultimamente lavorava.

Dal Belgio, la ragazza e' riuscita a fuggire l'11 luglio scorso ed e' tornata in Polonia a vivere a casa del suo ragazzo. Rintracciata qualche giorno dopo, il padre l'ha prelevata e rinchiusa a chiave nella casa della nonna, da cui la giovane e' riuscita di nuovo a fuggire. Solo a questo punto, assieme alla madre, ha deciso, una settimana fa, di denunciare il suo martirio alla polizia. "Spero di non rivederlo mai piu", ha detto la ragazza descivendo il sollievo provato quando ha visto il padre portato via in manette.

La vicenda polacca richiama quella venuta alla luce quest'anno in Austria, nella cittadina di Amstetten. Un uomo di 73 anni, Josef Fritzl, aveva tenuto segregata la figlia per 24
anni in una cantina-prigione sotto casa, violentandola e facendole partorire sette figli.

http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=85680

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SECONDO CASO




Un nuovo caso di incesto scuote la Polonia. L'ultimo scoperto solo quattro giorni fa
La giovane e il padre rischiano entrambi una condanna fino a cinque anni di reclusione
Abusa della figlia per nove anni
Dal rapporto nascono cinque figli


La casa dove l’uomo viveva con la figlia


REPUBBLICA.IT


VARSAVIA - Sono passati appena quattro giorni dalla la divulgazione di un caso di incesto e violenze sessuali di un padre sulla figlia e la Polonia è di nuovo sotto shock. Un altro uomo è stato arrestato con l'accusa di avere abusato per nove anni di sua figlia.
Dai rapporti tra i due sarebbero anche nati cinque figli.

Secondo quanto reso noto dall'agenzia di stampa polacca Pap, l'uomo, originario del villaggio di Pyrzyce, nella Pomerania occidentale, è accusato dalla procura polacca di avere avuto per almeno nove anni rapporti sessuali con sua figlia adulta.

Il tribunale lo ha condannato a tre mesi di reclusione in attesa del processo, mentre alla donna è stato vietato di lasciare il Paese. Entrambi rischiano una condanna fino a cinque anni di reclusione. Altri particolari sulla vicenda e l'identità dei protagonisti non sono stati resi noti.

Solo quattro giorni fa era venuto alla luce un caso di incesto che ha scioccato la Polonia: un uomo di 45 anni arrestato per aver abusato, per sei anni, di sua figlia. Dalla relazione sarebbero nati due bambini, dati in adozione. La vicenda aveva indotto i media a fare accostamenti con la storia agghiacciante di Amstetten, in Austria, dove Josef Fritzl (oggi 72enne) è accusato di avere tenuto segregata per oltre 20 anni la figlia Elisabeth e di averla sistematicamente violentata procurandole sette gravidanze.

(12 settembre 2008) Tutti gli articoli di esteri



http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/polonia-segregazione/nuovo-caso-incesto/nuovo-caso-incesto.html?rss

giovedì 28 agosto 2008

CONDANNATI A 3 ANNI PADRE E FIGLIA INCESTUOSI AUSTRALIANI

Incesto in Australia, il padre di una bimba è il nonno
7 aprile 2008 alle 10:40 — Fonte: repubblica.it

Un caso di incesto scuote l’Australia: un uomo e sua figlia hanno rivelato di aver avuto una bimba insieme.

La piccola oggi ha 9 mesi ed è il secondo frutto della relazione incestuosa: nel 2001, un altro figlio morì pochi giorni dopo la nascita per problemi cardiaci congeniti. John Deaves, 61, e sua figlia Jenny, 39, adesso non potranno più avere rapporti sessuali, perché un tribunale li ha condannati per incesto e a tre anni di libertà vigilata. Il caso è balzato all’attenzione dei media quando la coppia è andata ospite di un talk-show, “60 Minutes” sulla rete tv Nine per raccontare la relazione, iniziata 8 anni fa, quando i due furono riuniti. John Deaves se ne andò di casa quando Jenny aveva appena un anno e i due non si sono incontrati per trent’anni.

Lei si è sposata e ha anche avuto due figli, fino a quando ha rivisto il padre. Ma dopo poche settimane dal nuovo incontro, i due hanno cominciato una relazione intima che, secondo gli psicologi, è dettata da “un’attrazione sessuale genetica”. “Siamo intellettuali adulti, che hanno avuto la loro carriera, una vita normale come tutti e, pur avendo un legame biologico, si sono innamorate quando, ad un certo punto della vita, si sono ritrovate”, ha raccontato Jenny in televisione. La bimba nata dalla relazione dei due è perfettamente sana, così come i due figli precedenti della donna; ma dalle testimonianze giunte nel corso del processo è emerso che la coppia ebbe un altro figlio nel 2001, deceduto poco dopo la nascita per problemi cardiaci. Nello stilare la condanna, il giudice ha tenuto conto dei rischi congeniti per i bimbi che nascono da relazioni incestuose oltreché delle conseguenze psicologiche di una situazione familiare così particolare.

AGI

http://news.kataweb.it/item/431365/incesto-in-australia-il-padre-di-una-bimba-e-il-nonno

mercoledì 27 agosto 2008

UNA DONNA RACCONTA LA SUA ORRIBILE STORIA D'INCESTO CON IL PADRE PEDOFILO

Oggi è Giovedì 28 Agosto.
Donna Moderna


Io, vittima di un padre pedofilo

Ogni giorno ci sono bambini che subiscono abusi da parte degli adulti. E restano segnati per sempre. Come è successo a Ginevra, che ha voluto raccontarci la sua esperienza. E dirci che da questo inferno ci si può salvare

di Antonella Trentin
23/6/2003

È la nostra forma di autodifesa contro quell’orrore quotidiano chiamato pedofilia. Appena finiamo di leggere una nuova storia di bambini e violenze, cancelliamo subito dalla mente quegli adulti a caccia di piccole vittime. Sbagliamo. Perché loro, gli orchi, ci sono sempre: travestiti da padri, zii, amici di famiglia, perfino sacerdoti. Basta sfogliare i giornali dell’ultimo mese. Il 3 maggio è stato arrestato un prete bergamasco che finanziava un gruppo di pedofili e spartiva con loro i bambini adescati. Il 10 maggio è finito in galera un pregiudicato di Trapani: violentava la figlia di 11 anni, minacciandola con un coltello.
Il 29 maggio 400 persone in tutta Italia sono state indagate per aver scambiato su Internet foto pornografiche di bambini. Drammi troppo spesso dimenticati, su cui il criminologo Massimo Picozzi e l’ispettore di Polizia Michele Maggi hanno appena scritto un libro, pubblicato da Guerini: si intitola "Pedofilia, non chiamatelo amore". Questo amore mostruoso lo ha vissuto anche Ginevra, 40 anni, di Arezzo, un marito e due figli adolescenti.

Bellissima e tenera, lascia scivolare lacrime mute dai grandi occhi verdi: «Voglio parlare della mia storia, perché non si deve mai abbassare la guardia» dice. «I bambini che subiscono abusi lanciano sempre dei segnali forti: sono introversi, hanno uno sguardo rassegnato, spesso sono anche autolesionisti. Parenti, insegnanti, vicini di casa devono saper ascoltare le loro grida silenziose. Non si può girare la testa da un’altra parte».
Nel suo caso l’hanno fatto?
«Per fortuna no. Anche se i miei compagni di classe mi isolavano perché fiutavano la mia diversità, la scuola è stata la mia salvezza. Devo dire grazie a due professori: spesso mi vedevano piangere davanti a un foglio bianco. E, a furia di insistere e fare domande, mi hanno tirato fuori la verità».
Quale verità?
«Per anni mio padre ha abusato di me. Li chiamava “i nostri giochi segreti”. Era l’unica forma d’amore che sapeva darmi. Per il resto, solo botte».
E sua madre?
«Mia mamma è morta quando avevo quattro anni. Mio padre era innamoratissimo di lei. La sua scomparsa, e una famiglia cattiva e indifferente alle spalle, hanno fatto di lui un uomo sbandato e malato. Qualcuno avrebbe dovuto aiutarlo, invece c’ero solo io».
Quando suo padre ha rivolto le sue attenzioni sessuali verso di lei?
«Avevo otto anni. Durante la settimana vivevo con i nonni materni e gli zii, perché papà non era in grado di badare a me. Lo vedevo nei weekend. E, ogni sabato e domenica, quei giochi segreti si ripetevano. In una stanza sudicia e triste. Io lo odiavo e gli volevo bene allo stesso tempo: era l’unico genitore che mi era rimasto».
Non ha mai detto nulla ai suoi nonni?
«Non ammettevo neppure con me stessa che ci fosse qualcosa di strano».
E quando lo ha capito?
«Con il mio primo fidanzatino, a 14 anni. Volevo che mi coccolasse, che mi volesse bene. Ma carezze un po’ più intime, mai. Siamo andati avanti così per un anno. Io continuavo a dirgli: “Tu non capisci”. Alla fine, sono sbottata: “I rapporti fisici con te non funzionano perché tu non fai come il mio papà”. Ecco, la bomba era esplosa».
Allora ha parlato alla sua famiglia?
«Sì. Sono stati i miei professori a insistere: “Coraggio, ora torni a casa e ti togli questo peso” mi dicevano. Alla fine, mia zia mi ha preso da parte ed è riuscita a farsi raccontare tutto».
Poi che cosa è successo?
«Lei mi ha portato via: siamo andate a passare le vacanze estive su un’isola. Ma ogni notte, quando sentivo un rumore, mi svegliavo di soprassalto: avevo paura che papà fosse tornato a prendermi. Lui arrivava sempre quando meno me lo aspettavo, magari mentre ero in spiaggia con i miei amici, e mi picchiava davanti a tutti. Per fortuna, quell’estate non mi trovò. E non ci siamo visti per un anno intero».
Vi siete chiariti?
«Mai. Dopo aver confessato tutto a mia zia, gli ho scritto una lettera: gli dicevo che mi aveva fatto male e che dovevamo stare lontani. Quando mi ha rivisto, molto tempo dopo, mi ha aggredito: “Dobbiamo parlare noi due, perché lettere come quella non mi piacciono”. Poi è piombato il silenzio».
Ha mai denunciato suo padre?
«No. Non volevo fargli del male. E io non volevo finire in un tribunale».
Come ha superato il trauma?
«Ci sono voluti anni. Mi sentivo sporca, colpevole. So che è assurdo, ma avrei voluto che fosse mio padre ad aiutarmi, desideravo tanto un abbraccio, una manifestazione di affetto disinteressato. Non è mai arrivata. Così mi sono rivolta a uno psicologo che cura i problemi dell’infanzia, e mi sono sottoposta all’ipnosi per cinque mesi».
Questa esperienza come ha cambiato la sua vita sessuale?
«È rimasta un’ombra. Ancora oggi, mi capita di ripetere gli stessi gesti, le carezze che ricevevo da mio padre. Per fortuna, ho incontrato Paolo, mio marito, un uomo generoso, caro, intelligente. Abbiamo impiegato anni a trovare il nostro modo di fare l’amore».
Qual è stato l’ostacolo maggiore?
«La bambina che era rimasta in me. Veniva sempre fuori: facevo i capricci, esigevo un’attenzione costante, cambiavo addirittura voce. Tutto in nome della mia infanzia bruciata. Ho sofferto anche di pesanti crisi depressive: non riuscivo a capire chi fossi».
Com’è riuscita a diventare grande?
«Mio marito mi ha sempre avvolto nel suo immenso affetto. E anche gli amici. Ma, soprattutto, avevo un sogno: costruire una famiglia normale. Alla fine ce l’ho fatta. È questo che vorrei dire ai bambini vittime di abusi: che possono riconquistare la propria vita. Mai piangersi addosso: ognuno ha dentro di sé la forza giusta per reagire. Io, per esempio, ho imparato a non farmi travolgere dalle cose brutte della vita, a trasformare sempre il nero in rosa».
E suo padre?
«È morto. Era ridotto come un barbone: viveva solo in una casa piena d’immondizia, malato di cancro. Io ho passato con lui gli ultimi giorni di vita, stando accanto al suo letto d’ospedale notte e giorno. “Sono con te, papà” gli ho detto “e ti perdono”. Lui, poco prima di morire, si è lasciato andare: “Ho sbagliato, ti ho fatto soffrire”. È morto sereno. Il cerchio si era chiuso, la mia rabbia era volata via».

Articolo tratto da Donna moderna



http://www.sosinfanzia.org/2003/testi2003/Donna_moderna.asp